Movimento per la Democrazia Partecipativa

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I punti programmatici

1°- Nuovo sistema elettorale per elezioni più democratiche.

2°- Nuovo sistema fiscale per una tassazione più equa.

3°- Nuovo regolamento per la Partecipazione ai Concorsi Pubblici

4°- Rimonopolizzazione di tutti quei Settori inerenti i Servizi Pubblici come
telecomunicazioni, trasporti, acqua ,gas, idrocarburi che gli ultimi governi hanno
inspiegabilmente privatizzato.

5°- Ricostituzione del vecchio "servizio di leva" trasformandolo però in "Servizio Civile
Obbligatorio" esteso anche alle donne.

6°- Liberalizzazione delle License Commerciali e degli orari lavorativi

7°- Abolizione dell'I.C.I. sulla prima casa e costituzione di un "Fondo Nazionale" per
sostenere i cittadini meno abbienti all'acquisto della prima casa.

8°- Giustizia : revisione dell'attuale sistema giuridico per rendere effettiva giustizia alle
vittime e un rapporto paritario tra istituzioni e cittadino.

9°- Scuola : apertura alle innovazioni per un insegnamento egualitario a tutti gli studenti.

10°- Sanità: Distribuzione capillare sul territorio nazionale

11°- Protezione Civile coordinata sul Territorio

12°- Globalizzazione,Stato Sociale e Riforma Pensionistica

13°-Democrazia Partecipativa immaginata da L.N.M.

14°- Riflessioni

15°- Considerazioni Finali di L.N.M

 

       

 

1° NUOVO SISTEMA ELETTORALE

L'attuale "sistema elettorale maggioritario" in vigore in Italia, con la modifica fatta nella legislatura 2001/06 dal governo Berlusconi, non dà all'elettore la possibilità di esprimere le proprie preferenze verso i propri candidati. E' quindi una palese violazione dei diritti dei cittadini che, in definitiva, li costringe a subire le imposizioni dei partiti, o per meglio dire degli esponenti più eminenti di quei partiti, senza favorirne così un ricambio generazionale o anche dibattimentale all'interno degli stessi. Senza le preferenze espresse, i candidati più forti, quelli che hanno un potere economico pù forte alle loro spalle, possono garantirsi gli incarichi gestionali all'interno delle loro correnti ed egemonizzare i loro partiti.
La Democrazia Partecipativa consiste nel permettere ai cittadini di poter interagire con la politica attiva e discutere con i loro partiti e movimenti di riferimento, da esterni, quindi da non tesserati, sulle tematiche del momento, costituendo di fatto una sorta di "primarie virtuli" che indirizzeranno i vari movimenti verso una meta comune. La possibilià di eleggere direttamente i candidati preferiti incide direttamente anche sui partiti che, senza la necessità di fare elezioni primarie, avranno evidenti chi sono i candidati dominanti nel proprio partito o coalizione, non più per potere economico ma per libera scelta elettiva. Per questo è necessario dotare i cittadini di un buon sistema elettorale che gli consenta di esprimere, senza ombra di dubbi, la coalizione che dovrà governare il paese e una rappresentanza Parlamentare proporzionalmente eletta in un Parlamento realmente rappresentativo. Per ottenere questo bisogna creare un nuovo sistema elettorale composito, un sistema elettorale Maggioritario-Proporzionale.
Le proposte vantate dai partiti dell'arco costituzionale sono uno scimmiottamento del doppio turno alla francese o il ritorno al proporzionale come quello tedesco, con lo sbarramento al 5%, che di fatto elimina tutte quelle voci che dissentano dal coro, ma coloro che dissentono non devono essere ignorati o emarginati, in una vera democrazia coloro che dissentono sono espressione di disagio e malcontento, quindi un valore aggiunto e non un impedimento alla governabilità.
Il sistema Maggioritario-Proporzionale in Democrazia Partecipativa, se attuato con criterio, può essere un'ottima soluzione a costituire governi stabili, e daranno al cittadino la possibilità di partecipare attivamente alla vita socio-politica del paese. Per permettere al sistema Maggioritario-Proporzionale di funzionare al massimo è necessario che venga attuato rispettando alcune semplici regole, le quali evitaranno la possibilità di leggere o intuire eventuali voti di scambio, come è spesso accaduto nel passato.
Il cittadino, durante la elezione esprimerà tre voti separati; il primo, espresso e scrutinato con il metodo Maggioritario, stabilirà quale coalizione vincerà e in che percentuale potrà essere rappresentata in Parlamento, e con il secondo ed il terzo, espressi e scrutinati con il sistema Proporzionale, esprimerà i candidati scelti a rappresentarlo in Parlamento, uno alla Camera e uno al Senato, rispettivamente e proporzionalmente alle preferenze ricevute.
Come funziona:
Con il primo voto, espresso con il sistema Maggioritario, la popolazione deciderà che tipo di governo preferisce; a tale proposito, come il Sistema Maggioritario suggerisce, i partiti dovranno coalizzarsi insieme prima delle elezioni in un progetto comune di governo e, se vorranno avere più possibilità di vittoria, comunicarlo il più chiaramente possibile alla popolazione. A sostegno di questa nuova pratica politica, i progetti, le coalizioni, gli accorpamenti dovranno essere fatti e propagandati mesi prima delle elezioni in maniera che il cittadino possa conoscerli bene per poter esprimere con chiarezza la sua preferenza, come richiede e propone la cultura del "Maggioritario". I candidati rappresentanti le varie correnti delle coalizioni, elencati in liste, (nazionale se elezioni nazionali, regionale se elezioni regionali....e così via dicendo) saranno presenti su tutto il territorio soggetto ad elezione.
Non saranno più, come succede con l'attuale sistema Maggioritario, presenti solo su determinate circoscrizioni, ma potranno essere eletti ovunque. Questa nuova visione del sistema Maggioritario potrà consentire anche ai piccoli schieramenti di poter essere rappresentati in una ipotetica coalizione con cui hanno sottoscritto un programma di governo e saranno garanzia di quella "Proporzionalità e Pluralità" rappresentata che un sistema Democratico deve garantire. Questo metodo permetterà agli elettori di scegliere in modo chiaro ed inequivocabile chi lo possa rappresentare in Parlamento o nei Consigli Regionali, Provinciali e Comunali. A mio parere i partiti, i movimenti, sono una indicazione ideologica di appartenenza o preferenza, ma sono sempre gli individui che le compongono che fanno la differenza, quindi, senza ombra di dubbio, privilegio e priviligerò sempre le preferenze "ad personam". Una forma elettorale così espressa, permetterebbe chiaramente alla popolazione di esprimere le proprie preferenze nella formazione dei governi; ma soprattutto garantirebbe i cittadini nell'essere rappresentati proporzionalmente nei Parlamenti, e di fatto eliminare gli sbarramenti, metodo anti democratico preferito dai grandi partiti, che fino ad oggi ha impedito ai piccoli movimenti di essere rappresentati.
Con il risultato della prima elezione il partito o la coalizione che avrà ottenuto più voti avrà il diritto di governare. Come già succede adesso per l'elezione dei Sindaci, se tra le coalizioni o i partiti che parteciperanno alle elezioni, nessuno, con il risultato della prima tornata elettorale avrà superato il 50%, l'elezione verrà rifatta dopo tre mesi, con lo spareggio tra i due raggruppamenti che avranno ottenuto più voti; i novanta giorni di tempo daranno alle due coalizioni la possibilità di raggiungere degli accordi con tutti quei movimenti, associazioni e partiti che per minor numero di preferenze sono stati eliminati nella prima elezione. Le condizione del voto saranno le stesse: il primo voto con il sistema Maggioritario indicherà la coalizione vincente, gli altri due voti con il sistema Proporzionale indicheranno i vari rappresentanti nei due rami del Parlamento.
Alla coalizione vincente, anche se nella seconda tornata elettorale non avrà superato il 50% causa astensionismo, gli verranno attribuiti d'ufficio il 55% in modo che possa governare stabilmente. Questa regola deve indurre i partiti, le associazioni ed i movimenti vari a coalizzarsi il più possibile in modo che il sistama maggioritario possa esprimersi al massimo. In proporzione alla percentuale attribuita al vincitore che potrà essere stabilita da un minimo del 55% fino ad un massimo del 75%( anche su chi avesse stravinto con una percentuale maggiore del 75%) le opposizioni avranno di conseguenza il rimanente che potrà variare da un 45% ad un 25% (Minimo legalmente rappresentativo della minoranza all'opposizione).
Queste percentuali ottenute con il primo voto daranno la misura con quali percentuali potranno essere eletti i candidati espressi con i due voti successivi che in percentuale, appartenendo alla coalizione vincente o perdente, saranno stati espressi dai cittadini elettori, dando così una rappresentanza parlamentare veramente espressione del voto popolare. I cittadini potranno esprimere le loro preferenze sul candidato specifico, nominandolo direttamente sulla scheda elettorale, oppure limitarsi ad un voto di lista, nel qual caso ci saranno le graduatorie di partito o di coalizione, elencate fuori dal seggio, che saranno utilizzate negli scrutini durante l'assegnazioni dei seggi. A votazione ultimata dovrà essere evidente quale è stata la reale partecipazione della popolazione e quali sono le reali percentuali dei partiti stessi e dell'astensionismo. Fermo restando però che la validità del responso elettorale è determinato da chi và alle urne e non da chi si astiene, le percentuali rappresentative dovranno essere stabilite, in base al numero dei votanti.
I governi che si formeranno dovranno però avere sempre una visione reale della rappresentanza che li ha realmente eletti e di quanti sono all'opposizione o astenuti.
A questo proposito voglio ricordare la prima elezione diretta dei sindaci fatta a Palermo nel 1993 con Leoluca Orlando; come tutti ricorderete vinse
l' on. Leoluca Orlando, che fù eletto con l'88% dei votanti. Mi ricordo che all'epoca rimasi stupito, finalmente anche in Sicilia qualcosa si muoveva; ma mi sbagliavo, o per meglio dire, fui tratto in inganno dall'enfasi con cui i giornali dell'epoca riportarono quelle percentuali dei votanti!.... L'88% sì!...., ma solo dì quel 52% dei votanti che votarono in quella elezione. I giornali, tutti!...,enfatizzando quell' 88%, e omettendo quel 48% di astenuti dettero una informazione errata. La notizia esatta avrebbe dovuto essere "...a causa dell'astensionismo pari quasi al 47 / 48% Orlando ha vinto con l'88% dei voti espressi, ma che corrispondono al 45/46% di tutto l'elettorato. L'anno successivo infatti ci furono le elezioni politiche Nazionali e la coalizione di Leoluca Orlando, a Palermo, perse con il 45% delle preferenze espresse difronte al 53% di Forza Italia perchè in quella elezione, su "consiglio" della mafia, andò a votare anche tutta la popolazione che l'anno precedente si era astenuta, ribaltando di fatto il responso elettorale. Quindi, ribadendo il concetto che sì, l'astensionismo è un diritto, ma la partecipazione attiva alle elezione è più che un diritto, è anche un dovere.
Questo sistema, così impostato, impedirà di avere maggioranze differenti nei due rami del Parlamento, come è successo molte volte in passato, e saranno "maggioranze" costituite da persone realmente elette, garanzia di una democraticità più ampia.
Esempio: i deputati alla camera sono 630; se alla coalizione vincente è stato attribuito il 55%, questa coalizione avrà nelle file della camera 346 deputati che saranno nominati in base alle preferenze ottenute nell'elezione. La Camera avrà così la sua maggioranza stabile. Stesso discorso per il Senato che sono 315. Con un attribuzione del 55% la Maggioranza avrà eletto al Senato 173 Senatori; nonostnte i "Senatori a vita" che possono essere dell'uno o dell'altro schieramento, anche al Senato la "Maggioranza" avrà comunque la sua maggioranza legalmente eletta e costituita.
Dal dopo-guerra ad oggi si sono formati migliaia di comitati spontanei sui più svariati temi sociali; la Democrazia Partecipativa vuole rendere attivi ed efficienti tutti questi moti spontanei nati da cittadini desiderosi di realizzare una società più giusta e più rappresentativa delle esigenze popolari.
Utilizzando le " nuove" strutture, create nei "Quartieri" e rese operative 365 giorni all'anno con il neocostituito referendum virtuale "Sondaggi abrogativi-propositivi ", ( nuovo metodo di partecipazione collettiva dei cittadini specificato nel successivo paragrafo " Come fare per attuare la Democrazia Partecipativa" ) sarà possibile, in qualunque momento nel corso delle legislature, dare la propria opinione e concorrere quindi insieme ad altri cittadini a materializzare quel "Parlamento Virtuale" formato idealmente da 1000 Grandi Elettori che affiancheranno simbolicamente i Deputati e i Senatori realmente eletti; la figura dei Grandi Elettori saranno una valida indicazione per chi governa.
La totalità degli aventi diritto al voto suddivisa per 1000 darà la proporzione di quanti elettori "veri" occorrono per fare un Grande Elettore Virtuale.
Il Grande Elettore è l'espressione attiva di tutti quei cittadini che vogliono contribuire alla vita socio-politica del nostro paese. Per questo la "Democrazia Partecipativa" vuole sfruttare questa opportunità che la neotecnologia contemporanea ci offre, permettendo ad ogni cittadino la possibilità di partecipare attivamente, qualora lo desideri, al dibattito socio-politico e quindi mettendogli a disposizione tutti quei mezzi che gli permetteranno di dialogare e interloquire con gli organi dello Stato preposti. In qualunque momento, nel corso della legislatura, con la Democrazia Partecipativa, utilizzando le strutture create nei "Quartieri" e rese operative 365 giorni all'anno atte ad assolvere tutti i compiti istituzionali, permetteranno ai cittadini di esprimere opinioni a favore o contrarie, su posizioni espresse dal Parlamento o dal Governo.
In passato, per risolvere questi problemi gli italiani sono stati chiamati a votare su dei "referendum abrogativi" come il divorzio e l'aborto, i cui risultati furono l'esatto opposto dell'espressione Parlamentare; con queste strutture create nei "Quartieri", si propone che l'istituto del referendum sia operativo tutto l'anno, senza necessità di firme per la necessaria approvazione dagli "organismi istiuzionali" di competenza per affrontare un qualunque argomento, ma semplicemente la partecipazione popolare sarà deteminante rispetto all'argomento, e che conseguentemente obblighi i governanti a doverne tenere conto.
L'ultimo referendum svoltosi il 12 e 13 Giugno 2011, ha dimostrato ampiamente quanta gente cosciente c'è, che è interessata a dare il suo contributo alla partecipazione attiva per la realizzazione di una vera società civile e democratica. Tutto questo stà a significare che l'utilizzo costante dei "referendum abrogativi e propositivi" sono un sostegno fondamentale per una democrazia che voglia essere rispettosa del pensiero collettivo; naturalmente, Governo e rappresentanti Parlamentari sono chiamati a rispettare e legiferare qualunque responso scaturito dalla partecipazione popolare. La possibilità di esprimere opinioni durante il periodo di tutta la legislatura è una occasione in più che la "Democrazia Partecipativa" dà ai suoi cittadini. Seguire con attenzione le politiche attuate dai Governi e dal Parlamento Nazionale come anche quelle dei Consigli Regionali, Provinciali o Comunali permetterà ai cittadini di fare una partecipazione attiva alla vita politico-sociale del paese, interagendo in ogni momento nella vita sociale del paese, sulle scelte effettuate dalle forze di governo per realizzare quella "Democrazia Diretta" che è vera espressione di convivenza civile.
Mi rendo conto che molti politici di professione storceranno il naso difronte ad un sistema elettorale così impostato, ma la storia ci insegna che quando diamo il potere in mano a poche persone, queste molto spesso ne abusano. Con questo sistema elettorale saranno sempre sotto controllo da parte dei loro stessi elettori, quindi un freno palese che li obbligherà a muoversi dentro i canoni della democrazia.
Lo Stato, per impedire che il nuovo sistema elettorale venga boicottato, dovrà creare un Software che impedisca l'abuso di tale sistema da individui anti-democratici e quindi inficiarne ogni risultato referendario. Ogni cittadino potrà intervenire una sola volta su ogni tema in discussione. Il softwere, senza indicarne il voto, dovrà registrare su di un Data Base nazionale l'avvenuta partecipazione di quella scheda magnetica per poi bloccarne in futuro l'eventuale tentativo di dare altri voti su quello stesso quesito; inoltre, ogni qual volta la scheda magnetica elettorale sarà utilizzata lo stesso software si incaricherà di inviare tramite posta o altro sistema da individuare con l'interessato, l'avvenuta votazione con il giorno, l'ora e il sito elettorale utilizzato, con lo scopo di verificare se a votare è stato il titolare della scheda magnetica o se è stato vittima di un abuso da parte di estranei.
Naturalmente, questo sarà possibile solo se lo Stato regolamenterà anche il traffico telematico su internet, invitando i vari gestori che operano nel nostro territorio, ad impedire l'accesso a tutti coloro che vogliono utilizzare la rete pubblica per fini illegali, spesso celandosi dietro l'anonimato. Tutti quelli che entrano in contatto con i Browser sul territorio nazionale, devono poter essere identificabili, e al contempo obbligare tutti i produttori di computers ad inserire su ogni computer prodotto una tracciabilità indelebile, una sorta di numero di matricola unico che lo farà riconoscere sempre e ovunque.
Con questo sistema, la Rete potrà essere ripulita dai sabotatori e, la formazione spontanea dei vari "Comitati" sarà libera e non necessiterà l'avallo di nessun Tribunale Regionale o della Corte Cosituzionale, o di altri Enti preposti, con il risultato che in tempo reale i cittadini potranno esprimere opinioni sui temi in questione. Naturalmente questo non è un obbligo, chi vuol partecipare attivamente alla politica lo potrà fare e chi invece vorrà limitare la sua partecipazione attiva al solo voto elettorale è altrettanto libero di farlo. Sicuramente con questa forma democratica di partecipazione attiva alla vita socio-politica della nazione da parte dei cittadini la democrazia ci guadagna. Con l'avvento della tecnologia e dell'informatica, che di giorno in giorno coinvolge sempre di più i cittadini, si può arrivare a quella partecipazione attiva che può coinvolgere ogni cittadino nella discussione diretta di tutti quei problemi di interesse sociale, che lo riguardano, a partrire dai problemi del quartiere dove uno vive, fino a quelli cittadini, provinciali, regionali, nazionali , fino ai problemi di politica internazionale. Ogni cittadino potrà, con la propria partecipazione attiva, dire la sua opinione e così partecipare a quelle che saranno poi le scelte obbligate dei governi, perchè dovranno tenere conto di quelle che sono le posizioni popolari. Naturalmente , queste espressioni referendarie dovranno essere di dominio pubblico, costantemente aggiornate, di cui i politici in Parlamento e nel governo dovranno tenerne in gran conto.


Paragrafo : Come fare per attuare la "Democrazia Partecipativa"

1°-Ogni città è suddivisa in rioni e quartieri amministrativi; individuare, all'interno di questi quartieri, palazzi già esistenti o ex novi, da destinare all'uso civico (come gli odierni quartieri 1-2-3-4-5 etc...però più ampi, con più servizi, aperti da mattina a sera con orario continuato dalle 7,00 alle 22,00) dove il cittadino possa andare durante l'anno non solo ad espletare la richiesta di varie documentazioni come certificati ed affini, ma dove possa , con un impiantistica telematica attiva e con l'ausilio di una tessera magnetica personale, interagire con le amministrazioni pubbliche, dalle comunali a quella nazionale, e quindi come nei referendum propositivi o abrogativi, dare opinione sui vari argomenti in discussione.
I vari argomenti in discussione saranno liberamente proposti dai cittadini; la partecipazione popolare alla discussione di ogni argomento sarà il metro di giudizio che avallerà la validità o la bocciatura di ogni argomento proposto. In questa maniera le realizzazioni dell'Alta Velocità, del Ponte sullo Stretto, dell'Energia Nucleare invece che Eolica o Solare, della Tramvia Cittadina invece che della Metropolitana, sarebbero temi di larga discussione, costringendo i politici incaricati a legiferare e sancire su quegli eventi, a tenere in considerazione i pareri dei cittadini che si saranno voluti esprimere su quei temi, che io credo saranno in tanti, non come oggi che siamo in balia di lobbies e di potentati politico-economici che hanno devastato il nostro territorio. Il risultato del referendum svoltosi il 12 e 13 Giugno 2011, con il 65% dei partecipanti che ha detto di sì, lo ha dimostrato!...quando agli elettori vengono posti dei quesiti seri gli elettori rispondono.
La gente è pronta!.... e se, a partire dal prossimo appuntamento elettorale, la politica inizieremo a farla con questo spirito, molta gente tornerà a votare,... il popolo astensionista del centro sinistra e del centro destra tornerà a votare!... permettendo alla politica di funzionare a pieno.

2°- Tenuto conto che oggi c'è ancora una grossa fetta di popolazione che non è pratica all'uso del computer, aiutarli ad integrarsi e ad utilizzare queste nuove forme di partecipazione attiva alla vita socio-politica della collettività.
Il personale fornito dal "servizio civile obbligatorio" può essere un ottimo sostegno per aiutare i cittadini ad interagire con le istituzioni.
I quartieri devono restare aperti 15 ore al giorno, dalle 7 del mattino alle 22 della sera in modo da poter essere utilizzati dal maggior numero di persone, fuori dai loro orari di lavoro consueti.
Per gli anni a venire, ognuno di questi spazi deve essere costantemente presidiato da personale specializzato, reperibile attraverso il neo ricostituito
" Servizio Civile Obbligatorio ", *** leggere capitolo "Ricostituzione Servizio Civile Obbigatorio" ***, per dare assistenza a tutte quelle persone che attraverso la rete vogliono avere informazioni sui lavori in Parlamento, o sulle proposte di candidati politici, sugli argomenti in discussione di vita sociale che di momento in momento variano e quindi, attraverso i referendum virtuali, dare opinioni.

3°- Destinare una Rete Televisiva di Stato, interattiva come internet, all'informazione politica, dove ogni candidato politico possa aprire un suo spazio (un sito internet) e così proporsi all'opinione pubblica.
Una rete dove ogni cittadino possa verificare e controllare quello che è stato detto e fatto ogni giorno in Parlamento, chi ha votato contro e chi a favore di una determinata legge.

4°- Stabilire un principio; il privato cittadino ha il diritto alla privacy e quindi , se lo desidera, mantenere il suo voto segreto, ma chi è stato eletto e quindi rappresentante di quelle persone che lo hanno eletto, per rispetto alle stesse, non può mantenere più il suo voto segreto come succede fino ad oggi, ma deve esprimerlo apertamente così che, se il suo operato in Parlamento o nel Consiglio Comunale non è stato di gradimento di chi lo ha eletto, né potrà prendere atto per le prossime elezioni.
Quindi stabilito questo principio di abolire nel "Parlamento " e finanche nei Consigli Comunali la pratica del voto segreto, che ognuno degli eletti assolva al suo compito e si prenda le sue responsabilità, deve finire l'epoca in cui i franchi tiratori che, ignobilmente hanno fatto cadere più di un governo nel passato, possano continuare ad esistere.

5°- Abolire anche il numero legale. I "signori eletti" dovranno essere presenti in aula, ogni giorno lavorativo dell'anno, come tutti gli italiani.
E' ignobile che l'iter burocratico di certe leggi sia interrotto o prolungato nel tempo per la mancanza del numero legale in aula e quindi l'assemblea bloccata ed impedita nel suo legiferare.
I deputati sono stati eletti per far funzionare la macchina amministrativa dello Stato, quindi, per il periodo della loro elezione devono abbandonare le loro attività lavorative per dedicarsi completamente alla carica di Deputati, Senatori o Consiglieri per cui sono stati eletti.
Fatta eccezione per malattie o incarichi governativi, come partecipanti di Commissioni o incarichi analoghi, nei quali casi però potrà essere sostituito da un collaboratore di fiducia per espletare e adempiere ai doveri del Deputato o Consigliere al momento assente giustificato, il suddetto non può per nessun motivo essere assente dall'aula, pena grosse multe pecuniarie e sé, ripetute nel tempo, anche alla revoca dalla carica di Deputato, Senatore o Consigliere per mancato rispetto nei confronti del Popolo Italiano.

 


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