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RIFLESSIONI sulle politiche attuate dai vari Governi
negli ultimi 25 anni in Italia
Fino ai
primi anni novanta, in questo paese, c'erano i presupposti per poter
lavorare con sufficienti margini di profitto, ma da quando la politica
incosciente, attuata dai nostri politici, impreparati a comprendere
quale impatto sociale avrebbe avuto questa forma "liberista"
di globalizzazione, hanno praticamente trasformato il mondo del lavoro.
Le conquiste sociali fatte fino agli anni ottanta, sono state praticamente
invalidate dagli anni novanta ad oggi, con la complicità dei
sindacati confederati e di certa sinistra.
Contratti parziali, contratti a termine, senza coperture sanitarie e
pensionistiche,senza garanzie di contiuità sono stati il vanto
di questi governi.
Dopo le ultime elezioni , quelle del 9 e 10 Aprile 2006, vinte fortunosamente
dalla coalizione di centro-sinistra, guidata da Romano Prodi, gli Italiani
hanno tirato un sospiro di sollievo; finalmente quei "liberisti
senza morale" guidati da Silvio Berlusconi sono stati messi all'opposizione,
però, il nuovo governo di centro-sinistra continua a vedere il
sistema fiscale allo stesso modo di sempre e così,come al solito,
saranno i soliti italiani che continueranno a pagare le tasse e certa
politica fiscale attuata continuerà a intralciare il naturale
sviluppo dell'economia di questo martoriato paese, una volta vanto per
la sua fantasia e la sua creatività.
Con la bella pensata degli "studi di settore" applicata dal
governo Prodi molti lavoratori autonomi saranno taglieggiati dallo Stato
per la riscossione delle tasse.
E pensare che nella nostra Costituzione c'è scritto che ogni
cittadino deve pagare le tasse in base al reddito prodotto.
Con gli " studi di settore " lo Stato stabilsce a priori quanto
una attività deve guadagnare
Dichiarare di essere inferiori a detti parametri significherebbe subire
delle visite fiscali che inevitabilmente porterebbero a delle grosse
sanzioni amministrative perchè oggi, chiunque eserciti una attività
di lavoro autonomo deve inevitabilmente effettuare del lavoro in "nero"
perchè, applicando alla lettera tutte le regole che questa cultura
fiscale dello Stato impone, significherebbe sicuro fallimento.
Così, se una attività non raggiunge detti parametri, ha
due alternative: la prima è subire il "pizzo di Stato"
pagando una tassa ingiusta,perchè, per il titolare in questione,
esercitare quell'attività è l'unica forma di sostentamento
per la propria famiglia e la seconda è cessare l'attività,
opzione possibile solo se uno è in condizioni di poter fare un'altra
professione.
E' come stare tra l'incudine e il martello.
Mi auguro quanto prima che la riforma fiscale da me proposta venga presa
in considerazione per ovviare a queste ingiustizie in maniera definitiva.
Già
alla fine degli anni novanta, quel governo prodotto dalla cultura di
certa sinistra,per permettere alla Lira di stare nei parametri dell'Euro,
tassò gli italiani seguendo i soliti schemi consueti,colpendo
a man bassa i ceti lavoratori del paese, senza però colpire i
"veri " evasori.
Logica conseguenza fù che, alle successive elezioni del 2001,la
maggioranza silenziosa votò l'opposizione e così "i
furbetti del quartierino", emuli del Berlusconismo, andarono al
potere per la seconda volta.
Voraci come sono, hanno approfittato della latenza fiscale dello Stato,
e hanno fatto del commercio una jungla economica.
In cinque anni di governo, il "Polo delle Libertà",
preoccupato solo di fare leggi "ad personam", per salvare
i propri leaders dai loro guai legali,come Berlusconi, Previti e soci,
si è dimenticato di governare l'Italia per gli italiani e così,
il "bel paese", lasciato in balia di se stesso è andato
allo sbando.
In quei cinque anni di non governo,il "Polo delle Libertà"
ha fatto tanti di quei danni che non basterà un decennio per
porvi rimedio.
A mio avviso,il danno più grosso che ha fatto, è stato
quello di non saper gestire il passaggio della Lira all'Euro, con il
triste risultato che durante il governo Berlusconi, in Italia, in un
solo anno,dal 2002 al 2003 è raddoppiato il costo della vita
con il consegunte abbassamento del potere d'acquisto di tutti gli italiani.
Questo problema, nella Comunità Europea, è stato sofferto
solo dall'Italia perchè, purtroppo per gli italiani, questo passaggio
storico è stato gestito da quella coalizione politica più
anti-europeista e più anti-democratica che la nostra politica
abbia prodotto.
In tutti gli altri paesi della Comunità Europea l'assestamento
della nuova moneta ha comportato degli arrotondamenti in eccesso dei
centesimi, ma non il raddoppio del costo stesso della moneta.
Siamo messi male!..... siamo proprio messi male!.....Con questa destra
liberista al potere, affascinata dal Berlusconismo, saremo solo in mano
dei "furboni del quartiere" e avvantaggierà solo chi
appartiene a determinate "loggie" mentre, per contro, con
questa sinistra conservatrice al potere, saremo in balia di una cultura
antiquata che divide ancora i lavoratori tra autonomi e dipendenti e,
conseguentemente, non applica al mondo del lavoro quelle nuove regole
atte a svilupparlo tutto, sia per gli autonomi che per i dipendenti.
In 35 anni che esercito questa professione non ho mai visto, neanche
una volta, lo Stato che aiutasse le ditte autonome, individuali, a superare
i momenti di crisi.
Nella grande industria però,in passato, quando le cose si sono
messe male, lo Stato ha spesso attuato per loro politiche con sgravi
fiscali, tali da permettergli di riprendersi, ma per le piccole attività,
che sono oltre il 60% delle attività lavorative nel nostro paese,non
ha mai fatto niente e, se non cambiano i politici, mai né farà
, anzi, a giudicare dai risultati,questa classe politica stà
facendo di tutto per sopprimerle.
Sono un
artigiano; un artigiano con famiglia a carico, che in questi ultimi
anni ha avuto e né ha tuttora difficoltà a mettere insieme
lavoro sufficiente per il sostentamento della propria famiglia,ma di
questi problemi gli studi di settore del Ministro Bersani non né
fanno cenno; per Lui siamo tutti evasori......curioso!.... quando penso
a queste situazioni mi viene alla mente sempre una scenetta......un
losco figuro fà visita nel mio laboratorio e, constatato che
c'è molto legno mi dice.." caro signore .... tutto questo
legno potrebbe prendere fuoco....ma se Lei paga la Nostra protezione
potrà dormire sonni tranquilli !...", allo stesso modo lo
Stato mi dice..."..gli studi di settore hanno stabilito che questa
attività deve guadagnare tanto, quindi, se vuoi lavorare mi devi
pagare tanto!...altrimenti !....(s'intuisce tra le righe) subirai tante
visite fiscali, che ti sarà impossibile continuare a lavorare
.
Con questo modo di pensare, allo Stato ,in barba alla Costituzione,
non gliene frega niente se hai e quanto hai prodotto....., l'importante
è che paghi il "pizzo" per lavorare.
Così che tutte quelle attività che hanno un reddito in
attivo, superiore a suddetti parametri gli basterà dichiarare
una cifra conforme a suddette valutazioni per non avere visite sgradite
da parte dell'erario e continuare a evadere tranquillamente il surplus
, mentre tutti coloro, che per svariati motivi non ce la faranno, saranno
costretti a subire questo senso poco democratico, manifestato da ministri
pseudo-comunisti, che si sono dimenticati da quale cultura popolare
provengono,pagando qualcosa che si avvicina più ad una estorzione
piuttosto che una tassa dello Stato.
Spero che gli italiani si sveglino da questo torpore politico, che ancora
oggi li fà parteggiare per partito preso e non gli fà
vedere, con lucidità, i nuovi movimenti nati nel paese,con personaggi
politici emergenti che potrebbero attuare la svolta, il cambiamento
tanto necessario a far sì che l'economia di questo paese possa
ritornare in attivo.
Il sistema elettorale vigente non consente ai cittadini una libera scelta
sui candidati, perchè attualmente sono espressi dalle segreterie
dei partiti e, conseguentemente,non essendo stai scelti liberamente
dalla popolazione non possono essere considerati vera espressione del
volere popolare.
Per questo è necessario che la gente prenda coscienza di questi
cambiamenti politici in atto e diventi protagonista, partecipando direttamente
alle tematiche che lo riguardano.
Da tempo,
molti esponenti dei Democratici di Sinistra e della Margherita,sono
all'affannosa ricerca di una formula che gli consenta di costituire
il Partito Democratico,cercando di amalgamare e unire la cultura cattolica
con la cultura socialista e progressista.
Allo stesso modo la destra di Fini e Berlusconi cercano di formare un
partito unico della destra, così come la sinistra dei DS di Mussi
e Angius cercano una unione con Rifondazione e Comunisti Italiani.
In tutti i loro interventi, sia degli esponenti di destra che di sinistra,
purtroppo, non trovo niente di nuovo, ancorati ancora a vecchi schemi
politici di correntoni e correntine, riformulano sempre idee note e
superate.
Pensano a queste unioni come ad una somma di voti ma non sempre in politica
due più due fà quattro, a volte fà un fiasco totale.
Credo che i soliti politici di turno debbano smettere di cercare di
ottenere consensi sommando, con le unioni dei diversi partiti, i voti
, dal centro verso la destra fascista, come dal centro verso la sinistra
estrema, con l'intento di aumentarne i numeri, senza per questo però
cambiarne radicalmente il modo di intendere, vedere e attuare la politica.
Alla luce
di quanto è emerso finora, e consapevole di tutto questo, penso
che si possa unire la gente in un progetto comune, con una proposta
nuova, alternativa e concreta.
Credo che sia giunto il tempo di realizzare una forma nuova di governare,
differente, che dia la possibilità ad una partecipazione costante
della popolazione nelle scelte fondamentali.
Questa forma nuova di "governare" si chiama Democrazia Partecipativa.
E' giunto il tempo in cui tutti i cittadini, che hanno voglia di contribuire
alla governabilità del proprio paese possano farlo,mediante una
nuova forma di compartecipazione attiva e costruttiva, alle scelte della
politica nazionale.
Credo quindi che,applicando le teorie espresse in questa "proposta
politica" , in futuro,
si possa attuare quel metodo elettorale differente, per convogliare
gli elettori a delle elezioni più democratiche, più libere
dai vincoli di partito e più mirate alle qualità personali
di certi politici più aperti alla partecipazione popolare, in
un progetto comune di cooperazione.
Dal tempo di Cristo e ancora prima, l'umanità ha spesso parlato
di concetti come l'amore, la fratellanza, l'uguaglianza,la libertà,
i diritti civili, ma che poi sono sempre rimasti lettera morta, parole
vuote a cui l'uomo, a seconda delle situazioni a fatto riferimento solo
per meri scopi di potere personale.
Bisogna arrivare alla cultura illuminista della seconda metà
del settecento, con la rivoluzione francese,per dare a questi concetti
una parvenza di credibilità e fattibilità.
Nella cultura Socialista poi, con la "dittatura del Proletariato",
si credeva di permettere al popolo di governare tramite una rappresentanza
di "soviet" ( letteralmente delegati del popolo), ma nella
realtà storica si è dimostrato che una volta dato loro
il potere questi uomini si sono dimenticati tutti i buoni propositi
e ne hanno approfittato; 80 anni di dittatura Bolscevica e 60 anni di
Maoismo né sono stati una valida dimostrazione.
Adesso, due secoli e qualche decennio dopo la "rivoluzione francese",
con le nuove tecnologie e l'informatizzazione telematica applicata,
possiamo dare all'umanità una nuova forma di convivenza sociale,
e dare finalmente quel senso compiuto alla democrazia con la Democrazia
Partecipativa per rendere praticabili,concreti e fattibili tutti quei
concetti di libertà, fraternità, uguaglianza da tanto
tempo proclamati.
Con la Rivoluzione Francese, per la prima volta nella storia,sono arrivati
alla gestione del potere i "Borghesi",cioè cittadini
del popolo,non Nobili che, avendo fatto i soldi, potevano però
permettersi di condizionare la scena poilitica.
Oggi, che di "Borghesi " che hanno fatto i soldi ce né
sono anche troppi, la vera rivoluzione del terzo millennio sarà
la partecipazione diretta alla gestione del potere da parte di tutti
quei cittadini, ricchi e poveri,che vorranno condividere e discutere
tutti i problemi riguardanti il governo della nostra società,
con l'attuazione pratica della Democrazia Partecipativa.
La Democrazia Partecipativa vuole mettere in pratica quel "governo
del popolo",tanto auspicato nei secoli passati da idealisti incompresi,
con la partecipazione diretta, attiva,di tutti i cittadini, nelle scelte
operate dai governanti per governare.