Movimento per la Democrazia Partecipativa

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I punti programmatici

1°- Nuovo sistema elettorale per elezioni più democratiche.

2°- Nuovo sistema fiscale per una tassazione più equa.

3°- Nuovo regolamento per la Partecipazione ai Concorsi Pubblici

4°- Rimonopolizzazione di tutti quei Settori inerenti i Servizi Pubblici come
telecomunicazioni, trasporti, acqua ,gas, idrocarburi che gli ultimi governi hanno
inspiegabilmente privatizzato.

5°- Ricostituzione del vecchio "servizio di leva" trasformandolo però in "Servizio Civile
Obbligatorio" esteso anche alle donne.

6°- Liberalizzazione delle License Commerciali e degli orari lavorativi

7°- Abolizione dell'I.C.I. sulla prima casa e costituzione di un "Fondo Nazionale" per
sostenere i cittadini meno abbienti all'acquisto della prima casa.

8°- Giustizia : revisione dell'attuale sistema giuridico per rendere effettiva giustizia alle
vittime e un rapporto paritario tra istituzioni e cittadino.

9°- Scuola : apertura alle innovazioni per un insegnamento egualitario a tutti gli studenti.

10°- Sanità: Distribuzione capillare sul territorio nazionale

11°- Protezione Civile coordinata sul Territorio

12°- Globalizzazione,Stato Sociale e Riforma Pensionistica

13°-Democrazia Partecipativa immaginata da L.N.M.

14°- Riflessioni

15°- Considerazioni Finali di L.N.M

 

       

 

14- RIFLESSIONI sulle politiche attuate dai vari Governi
negli ultimi 25 anni in Italia

Fino ai primi anni novanta, in questo paese, c'erano i presupposti per poter lavorare con sufficienti margini di profitto, ma da quando la politica incosciente, attuata dai nostri politici, impreparati a comprendere quale impatto sociale avrebbe avuto questa forma "liberista" di globalizzazione, hanno praticamente trasformato il mondo del lavoro.
Le conquiste sociali fatte fino agli anni ottanta, sono state praticamente invalidate dagli anni novanta ad oggi, con la complicità dei sindacati confederati e di certa sinistra.
Contratti parziali, contratti a termine, senza coperture sanitarie e pensionistiche,senza garanzie di contiuità sono stati il vanto di questi governi.
Dopo le ultime elezioni , quelle del 9 e 10 Aprile 2006, vinte fortunosamente dalla coalizione di centro-sinistra, guidata da Romano Prodi, gli Italiani hanno tirato un sospiro di sollievo; finalmente quei "liberisti senza morale" guidati da Silvio Berlusconi sono stati messi all'opposizione, però, il nuovo governo di centro-sinistra continua a vedere il sistema fiscale allo stesso modo di sempre e così,come al solito, saranno i soliti italiani che continueranno a pagare le tasse e certa politica fiscale attuata continuerà a intralciare il naturale sviluppo dell'economia di questo martoriato paese, una volta vanto per la sua fantasia e la sua creatività.
Con la bella pensata degli "studi di settore" applicata dal governo Prodi molti lavoratori autonomi saranno taglieggiati dallo Stato per la riscossione delle tasse.
E pensare che nella nostra Costituzione c'è scritto che ogni cittadino deve pagare le tasse in base al reddito prodotto.
Con gli " studi di settore " lo Stato stabilsce a priori quanto una attività deve guadagnare
Dichiarare di essere inferiori a detti parametri significherebbe subire delle visite fiscali che inevitabilmente porterebbero a delle grosse sanzioni amministrative perchè oggi, chiunque eserciti una attività di lavoro autonomo deve inevitabilmente effettuare del lavoro in "nero" perchè, applicando alla lettera tutte le regole che questa cultura fiscale dello Stato impone, significherebbe sicuro fallimento.
Così, se una attività non raggiunge detti parametri, ha due alternative: la prima è subire il "pizzo di Stato" pagando una tassa ingiusta,perchè, per il titolare in questione, esercitare quell'attività è l'unica forma di sostentamento per la propria famiglia e la seconda è cessare l'attività, opzione possibile solo se uno è in condizioni di poter fare un'altra professione.
E' come stare tra l'incudine e il martello.
Mi auguro quanto prima che la riforma fiscale da me proposta venga presa in considerazione per ovviare a queste ingiustizie in maniera definitiva.

Già alla fine degli anni novanta, quel governo prodotto dalla cultura di certa sinistra,per permettere alla Lira di stare nei parametri dell'Euro, tassò gli italiani seguendo i soliti schemi consueti,colpendo a man bassa i ceti lavoratori del paese, senza però colpire i
"veri " evasori.
Logica conseguenza fù che, alle successive elezioni del 2001,la maggioranza silenziosa votò l'opposizione e così "i furbetti del quartierino", emuli del Berlusconismo, andarono al potere per la seconda volta.
Voraci come sono, hanno approfittato della latenza fiscale dello Stato, e hanno fatto del commercio una jungla economica.
In cinque anni di governo, il "Polo delle Libertà", preoccupato solo di fare leggi "ad personam", per salvare i propri leaders dai loro guai legali,come Berlusconi, Previti e soci,
si è dimenticato di governare l'Italia per gli italiani e così, il "bel paese", lasciato in balia di se stesso è andato allo sbando.
In quei cinque anni di non governo,il "Polo delle Libertà" ha fatto tanti di quei danni che non basterà un decennio per porvi rimedio.
A mio avviso,il danno più grosso che ha fatto, è stato quello di non saper gestire il passaggio della Lira all'Euro, con il triste risultato che durante il governo Berlusconi, in Italia, in un solo anno,dal 2002 al 2003 è raddoppiato il costo della vita con il consegunte abbassamento del potere d'acquisto di tutti gli italiani.
Questo problema, nella Comunità Europea, è stato sofferto solo dall'Italia perchè, purtroppo per gli italiani, questo passaggio storico è stato gestito da quella coalizione politica più anti-europeista e più anti-democratica che la nostra politica abbia prodotto.
In tutti gli altri paesi della Comunità Europea l'assestamento della nuova moneta ha comportato degli arrotondamenti in eccesso dei centesimi, ma non il raddoppio del costo stesso della moneta.
Siamo messi male!..... siamo proprio messi male!.....Con questa destra liberista al potere, affascinata dal Berlusconismo, saremo solo in mano dei "furboni del quartiere" e avvantaggierà solo chi appartiene a determinate "loggie" mentre, per contro, con questa sinistra conservatrice al potere, saremo in balia di una cultura antiquata che divide ancora i lavoratori tra autonomi e dipendenti e, conseguentemente, non applica al mondo del lavoro quelle nuove regole atte a svilupparlo tutto, sia per gli autonomi che per i dipendenti.
In 35 anni che esercito questa professione non ho mai visto, neanche una volta, lo Stato che aiutasse le ditte autonome, individuali, a superare i momenti di crisi.
Nella grande industria però,in passato, quando le cose si sono messe male, lo Stato ha spesso attuato per loro politiche con sgravi fiscali, tali da permettergli di riprendersi, ma per le piccole attività, che sono oltre il 60% delle attività lavorative nel nostro paese,non ha mai fatto niente e, se non cambiano i politici, mai né farà , anzi, a giudicare dai risultati,questa classe politica stà facendo di tutto per sopprimerle.

Sono un artigiano; un artigiano con famiglia a carico, che in questi ultimi anni ha avuto e né ha tuttora difficoltà a mettere insieme lavoro sufficiente per il sostentamento della propria famiglia,ma di questi problemi gli studi di settore del Ministro Bersani non né fanno cenno; per Lui siamo tutti evasori......curioso!.... quando penso a queste situazioni mi viene alla mente sempre una scenetta......un losco figuro fà visita nel mio laboratorio e, constatato che c'è molto legno mi dice.." caro signore .... tutto questo legno potrebbe prendere fuoco....ma se Lei paga la Nostra protezione potrà dormire sonni tranquilli !...", allo stesso modo lo Stato mi dice..."..gli studi di settore hanno stabilito che questa attività deve guadagnare tanto, quindi, se vuoi lavorare mi devi pagare tanto!...altrimenti !....(s'intuisce tra le righe) subirai tante visite fiscali, che ti sarà impossibile continuare a lavorare .
Con questo modo di pensare, allo Stato ,in barba alla Costituzione, non gliene frega niente se hai e quanto hai prodotto....., l'importante è che paghi il "pizzo" per lavorare.
Così che tutte quelle attività che hanno un reddito in attivo, superiore a suddetti parametri gli basterà dichiarare una cifra conforme a suddette valutazioni per non avere visite sgradite da parte dell'erario e continuare a evadere tranquillamente il surplus , mentre tutti coloro, che per svariati motivi non ce la faranno, saranno costretti a subire questo senso poco democratico, manifestato da ministri pseudo-comunisti, che si sono dimenticati da quale cultura popolare provengono,pagando qualcosa che si avvicina più ad una estorzione piuttosto che una tassa dello Stato.

Spero che gli italiani si sveglino da questo torpore politico, che ancora oggi li fà parteggiare per partito preso e non gli fà vedere, con lucidità, i nuovi movimenti nati nel paese,con personaggi politici emergenti che potrebbero attuare la svolta, il cambiamento tanto necessario a far sì che l'economia di questo paese possa ritornare in attivo.
Il sistema elettorale vigente non consente ai cittadini una libera scelta sui candidati, perchè attualmente sono espressi dalle segreterie dei partiti e, conseguentemente,non essendo stai scelti liberamente dalla popolazione non possono essere considerati vera espressione del volere popolare.
Per questo è necessario che la gente prenda coscienza di questi cambiamenti politici in atto e diventi protagonista, partecipando direttamente alle tematiche che lo riguardano.

Da tempo, molti esponenti dei Democratici di Sinistra e della Margherita,sono all'affannosa ricerca di una formula che gli consenta di costituire il Partito Democratico,cercando di amalgamare e unire la cultura cattolica con la cultura socialista e progressista.
Allo stesso modo la destra di Fini e Berlusconi cercano di formare un partito unico della destra, così come la sinistra dei DS di Mussi e Angius cercano una unione con Rifondazione e Comunisti Italiani.
In tutti i loro interventi, sia degli esponenti di destra che di sinistra, purtroppo, non trovo niente di nuovo, ancorati ancora a vecchi schemi politici di correntoni e correntine, riformulano sempre idee note e superate.
Pensano a queste unioni come ad una somma di voti ma non sempre in politica due più due fà quattro, a volte fà un fiasco totale.
Credo che i soliti politici di turno debbano smettere di cercare di ottenere consensi sommando, con le unioni dei diversi partiti, i voti , dal centro verso la destra fascista, come dal centro verso la sinistra estrema, con l'intento di aumentarne i numeri, senza per questo però cambiarne radicalmente il modo di intendere, vedere e attuare la politica.

Alla luce di quanto è emerso finora, e consapevole di tutto questo, penso che si possa unire la gente in un progetto comune, con una proposta nuova, alternativa e concreta.
Credo che sia giunto il tempo di realizzare una forma nuova di governare, differente, che dia la possibilità ad una partecipazione costante della popolazione nelle scelte fondamentali.
Questa forma nuova di "governare" si chiama Democrazia Partecipativa.
E' giunto il tempo in cui tutti i cittadini, che hanno voglia di contribuire alla governabilità del proprio paese possano farlo,mediante una nuova forma di compartecipazione attiva e costruttiva, alle scelte della politica nazionale.
Credo quindi che,applicando le teorie espresse in questa "proposta politica" , in futuro,
si possa attuare quel metodo elettorale differente, per convogliare gli elettori a delle elezioni più democratiche, più libere dai vincoli di partito e più mirate alle qualità personali di certi politici più aperti alla partecipazione popolare, in un progetto comune di cooperazione.
Dal tempo di Cristo e ancora prima, l'umanità ha spesso parlato di concetti come l'amore, la fratellanza, l'uguaglianza,la libertà, i diritti civili, ma che poi sono sempre rimasti lettera morta, parole vuote a cui l'uomo, a seconda delle situazioni a fatto riferimento solo per meri scopi di potere personale.
Bisogna arrivare alla cultura illuminista della seconda metà del settecento, con la rivoluzione francese,per dare a questi concetti una parvenza di credibilità e fattibilità.
Nella cultura Socialista poi, con la "dittatura del Proletariato", si credeva di permettere al popolo di governare tramite una rappresentanza di "soviet" ( letteralmente delegati del popolo), ma nella realtà storica si è dimostrato che una volta dato loro il potere questi uomini si sono dimenticati tutti i buoni propositi e ne hanno approfittato; 80 anni di dittatura Bolscevica e 60 anni di Maoismo né sono stati una valida dimostrazione.
Adesso, due secoli e qualche decennio dopo la "rivoluzione francese", con le nuove tecnologie e l'informatizzazione telematica applicata, possiamo dare all'umanità una nuova forma di convivenza sociale, e dare finalmente quel senso compiuto alla democrazia con la Democrazia Partecipativa per rendere praticabili,concreti e fattibili tutti quei concetti di libertà, fraternità, uguaglianza da tanto tempo proclamati.
Con la Rivoluzione Francese, per la prima volta nella storia,sono arrivati alla gestione del potere i "Borghesi",cioè cittadini del popolo,non Nobili che, avendo fatto i soldi, potevano però permettersi di condizionare la scena poilitica.
Oggi, che di "Borghesi " che hanno fatto i soldi ce né sono anche troppi, la vera rivoluzione del terzo millennio sarà la partecipazione diretta alla gestione del potere da parte di tutti quei cittadini, ricchi e poveri,che vorranno condividere e discutere tutti i problemi riguardanti il governo della nostra società, con l'attuazione pratica della Democrazia Partecipativa.
La Democrazia Partecipativa vuole mettere in pratica quel "governo del popolo",tanto auspicato nei secoli passati da idealisti incompresi, con la partecipazione diretta, attiva,di tutti i cittadini, nelle scelte operate dai governanti per governare.

 

 


Democrazia Partecipativa