Movimento per la Democrazia Partecipativa

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I punti programmatici

1°- Nuovo sistema elettorale per elezioni più democratiche.

2°- Nuovo sistema fiscale per una tassazione più equa.

3°- Nuovo regolamento per la Partecipazione ai Concorsi Pubblici

4°- Rimonopolizzazione di tutti quei Settori inerenti i Servizi Pubblici come
telecomunicazioni, trasporti, acqua ,gas, idrocarburi che gli ultimi governi hanno
inspiegabilmente privatizzato.

5°- Ricostituzione del vecchio "servizio di leva" trasformandolo però in "Servizio Civile
Obbligatorio" esteso anche alle donne.

6°- Liberalizzazione delle License Commerciali e degli orari lavorativi

7°- Abolizione dell'I.C.I. sulla prima casa e costituzione di un "Fondo Nazionale" per
sostenere i cittadini meno abbienti all'acquisto della prima casa.

8°- Giustizia : revisione dell'attuale sistema giuridico per rendere effettiva giustizia alle
vittime e un rapporto paritario tra istituzioni e cittadino.

9°- Scuola : apertura alle innovazioni per un insegnamento egualitario a tutti gli studenti.

10°- Sanità: Distribuzione capillare sul territorio nazionale

11°- Protezione Civile coordinata sul Territorio

12°- Globalizzazione,Stato Sociale e Riforma Pensionistica

13°-Democrazia Partecipativa immaginata da L.N.M.

14°- Riflessioni

15°- Considerazioni Finali di L.N.M

 

       

 

2°- NUOVO SISTEMA FISCALE

Tutti i precedenti governi che si sono avvicendati in Italia, chi per un verso chi per un'altro, si sono sempre lamentati dell'evasione fiscale presente nel nostro paese ma, pur lamentandosene, non hanno mai fatto niente per porvi veramente fine.
Hanno applicato il loro sistema fiscale inadatto in una società complessa, sempre in continua evoluzione, sui soliti contribuenti con i soliti sistemi.
Io credo che se ci fosse veramente la volontà di migliorare, si potrebbe risolvere questo problema in poco tempo, nel giro di pochi anni.
Naturalmente tutto questo potrà essere possibile solo se la nostra società prenderà coscienza di alcuni concetti di vita oggi erroneamente additati come negativi.
Mi riferisco ai concetti di liberismo, consumismo e statalismo, che, a mio modo di vedere, sono stati interpretati e attuati malamente e che quindi dovranno essere ripensati e attuati in maniera differente.
Il "liberismo" , come quello recentemente rilanciato dall' edonismo sfrenato del yuppismo rampante e dal Berlusconismo arrogante è un liberismo senza morale, fatto come sempre di privilegi, clientelismi, sudditanze a certe loggie massoniche, prevaricazioni e non rispetto delle regole sociali, quindi negativo e deletereo.
Ma ci può essere anche una forma di "liberismo etico", fatto di regole chiare e semplici, che possono consentire a tutti di operare nelle regole di convivenza sociale e nel mercato del lavoro con il più ampio spazio di manovra, senza per questo ledere i diritti degli altri.
Consapevolmente applicato il "liberismo etico" può essere il motore trainante per una economia più fiorente e una radicale trasformazione della nostra società in una socieà più libera e aperta alle innovazioni.
Lo "statalismo"; così come lo abbiamo conosciuto, fatto di burocrazia lenta e faraginosa, è una palla al piede, ma utilizzato in una forma più dinamica, libera e moderna, aperto ai controlli da parte di Enti e Associazioni di cittadini legalmente riconosciuti ( una società giusta e onesta non teme nessun tipo di controllo) può divenire la struttura portante di un vero Stato democratico volto al progresso sociale.
Infine il "consumismo" che da molti cittadini viene additato come il nemico numero uno, il male da aborrire, senza rendersi conto che "comprare", "spendere", "consumare" non sono parole inutili, vuote, senza senso, espressione di una società borghese, classista e capitalista, ma vogliono significare creazione di lavoro, produzione di redditi e circolazione del denaro.
Tutti noi, quando acquistiamo dei prodotti, partecipiamo alla creazione e quantificazione dei redditi delle persone che vi lavorano producendo o esercitando quelle attività.
A scanso di equivoci e fraintendimenti, voglio spiegarmi meglio; quando parlo di consumismo non mi riferisco ad un consumismo sfrenato, frivolo, fine a se stesso, come per esempio l'acquisto dell'ultimo modello di cellulare o di un televisore a cristalli liquidi, o comunque l'acquisto di un qualcosa all'ultima moda, ma voglio semplicemente evidenziare che il livello di benessere in una società è deteminato dalla possibilità dei suoi cittadini di poter usufruire dei generi di consumo in una forma più ampia possibile , estesa anche alla stragrande maggioranza dell popolazione; se poi in questi comportamenti ci sono anche l'acquisto di oggetti frivoli, ben vengano, sono sempre comunque fonte di lavoro per qualcuno.
Tengo perciò a sottolineare che non stò incitando a creare una società consumistica dove si compra di tutto e di più, non è questo il senso dell'acquistare da me auspicato; voglio solo chiarire che produrre, comprare, vendere sono azioni che permettono la libera diffusione del denaro, creando di fatto le possibilità per tutte le persone di poter mogliorare il proprio tenore di vita .
Una società dove i cittadini fanno largo consumo dei prodotti in vendita significa che è una società che produce e che lavora; quindi, una società che produce, lavora e consuma è una società che distribuisce equamente il benessere a tutti i suoi cittadini.
Quello che stò cercando di dire con queste premesse è che vorrei uno Stato che si facesse carico di tutto quelle attività che sono di Utilità Pubblica, con uno Statalismo ripensato e conforme con l'attuale progresso sociale in una Società Liberista che però si preoccupa e si fà carico di mantenere uno Stato Sociale efficiente e di alto livello con un mercato del lavoro ampio, libero, aperto, con regole chiare per tutti i cittadini.
Bene ! chiarito questi tre punti per me fondamentali, passiamo al Nuovo Sistema Fiscale.
Questo Nuovo Sistema Fiscale si propone quindi di far girare di più i soldi e di fare in modo che il prodotto interno sia ridistribuito in maniera più ampia, più equa e più conforme tra tutti i cittadini.
Alleviare, e in taluni casi abolire totalmente il prelievo fiscale per quelle famiglie o nuclei conviventi, dove il reddito è basso, utilizzando un nuovo metodo per stabilire il reddito effettivo e conseguentemente la tassabilità di ogni cittadino contribuente non è solo un dovere delle istituzioni, ma è anche un obbligo morale a cui la nostra società deve arrivare.
La realtà fiscale attuale, è che il denaro si concentra in grosse quantità nelle tasche di pochi, e che la stragrande maggioranza della popolazione deve sopportare un peso fiscale iniquo.
Lo scopo di questa riforma fiscale è accertare con esattezza il reddito di ogni cittadino e di conseguenza tassarlo sul suo vero reddito effettivo.
Come fare per ottenere tutto questo?...semplice!...permettere ad ogni cittadino di poter scaricare tutte le spese.
Applicare il controllo fiscale dall'alto, come è stato applicato finora, cioè mediante l'utilizzo delle forze di Polizia preposte, ha di fatto permesso una grande evasione da parte dei contribuenti e, per assurdo, neanche con uno Stato completamente militarizzato, con l'attuale modo di verifica fiscale applicata, questo Stato sarà in grado di esercitare una fiscalità giusta ed equa; non basterebbero quindi neanche un agente del fisco fuori da ogni attività commerciale o professionale ad impedirne l'evasione, mentre, permettendo al contribuente di poter scaricare a detrazione ogni spesa effettuata, lo indurrebbe a pretendere sempre la fattura o la ricevuta fiscale.
Quindi, soltanto applicando il controllo fiscale dal basso, cioè dai comuni cittadini, lo Stato sarà in grado di conoscere tutte le realtà economiche effettivamente realizzate dai propri cittadini.
Nel corso degli anni, come ho già accennato in precedenza, mi sono reso conto che " consumare, spendere, comprare" producono lavoro per coloro che operano in quei settori, e quindi, nel tempo, determinano il loro reddito.
Ridefinire il concetto di reddito è fondamentale per poter sviluppare e applicare questa "nuova forma di sistema fiscale".
Il riconoscimento delle spese effettuate, acquistando servizi o beni di consumo, come una forma di distribuzione del reddito per conto terzi, favorirebbe il movimento del denaro tra i cittadini stessi, migliorandone di fatto il benessere.
Il "reddito imponibile" non deve essere quindi il guadagno lordo del contribuente ma la rimanenza tra il guadagno ottenuto e le spese dimostrate per il mantenimento del proprio nucleo familiare effettuate.
Da questa differenza ottenuta, in base a delle aliquote che scatteranno in progressione, a partire da delle cifre specifiche, i cittadini pagheranno le tasse proporzionalmente al loro effettivo reddito dimostrato e non, come accade tuttora con l'attuale sistema fiscale, da un ipotetico introito lordo.
Applicare le trattenute in busta paga ai lavoratori dipendenti è anticostituzionale.
L'articolo 53 della nostra Costituzione dice testualmente: "....Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".
Tassare a monte, mediante trattenute in busta paga, significa non tenere minimamente in considerazione l'effettiva capacità contributiva del cittadino, come enunciato nella costituzione, ma più semplicemente lo depreda a prescindere.
Solo dopo una attenta valutazione delle entrate e delle uscite si potrà valutare un equo contributo fiscale.
Per queste ragioni i lavoratori dipendenti dovrebbero percepire l'intero stipendio concordato con le parti sociali e, detratte tutte le spese effettuate per il matenimento del proprio nucleo familiare, pagare, in base all'effettivo reddito dimostrato, le tasse risultanti.
Come risulta dalle più recenti indagini ISTAT, più del 65% degli scambi commerciali nel nostro paese sono praticati a nero e quindi fuori controllo dello Stato, ed è per questo motivo che il contribuente, attraverso questo nuovo sistema fiscale, può esserne il garante della sua funzionalità.
Infatti, la crisi economica palesata da tutti i governi della Comunità Europea e del Sistema Economico Occidentale è stata negata dal governo Italiano perchè non gli risulta!....
E' logico!... quel 65% di lavoro nero lo Stato non lo vede!... e non lo vedrà mai se continueremo con il sistema fiscale attuale.

Da molti anni, ogni qualvolta noi acquistiamo qualcosa, paghiamo indirettamente già un pò di tasse; infatti, tutti i prodotti che noi acquistiamo sono maggiorati con l'IVA, con aliquote che partono dal 4% al 10% per i prodotti alimentari fino al 20% per i prodotti generici.
Quella percentuale di IVA che paghiamo su ogni prodotto è una piccola tassa indiretta che ogni cittadino versa ( o forse è il caso di dire "potrebbe versare" ) nelle casse dell'Erario ma, dal momento che lo Stato non permette di scaricare queste spese, pochi pretendono la ricevuta fiscale o la fattura al momento dell'acquisto, dando così adito all'evasione dell'IVA da parte di molti esercenti.
Sono fermamente convinto che se lo Stato incassasse tutta l'IVA derivante dalle operazioni commerciali fatte nel paese, con quegli introiti, oggi miseramente improlifici, lo Stato non avrebbe più quei problemi di bilancio che lo hanno afflitto fino ad ora, ma avrebbe sicuramente un grosso afflusso continuo di denaro nelle proprie casse.
Come risulta però da indagini di mercato effettuate, viene stimato che attualmente più del 65% dell'iva pagata dai cittadini non viene riversata nelle casse dello Stato.
Tutto questo, lo ribadisco, succede perchè lo Stato, non riconoscendo il merito del consumatore, indirettamente istiga tutti coloro che sono nella posizione di poterlo fare a eludere l'attuale sistema fiscale.
Istituendo un sistema fiscale dove il cittadino , nella sua dichiarazione dei redditi, possa scaricare tutte le spese che fà nell'arco dell'anno, mi riferisco agli imponibili riportati sugli scontrini fiscali o sulle fatture, giorno per giorno, e quando dico tutte le spese intendo proprio tutte, dalla spesa quotidiana per il cibo, all'arredamento della casa con le spese di mantenimento come luce, acqua, gas, alle spese per le vacanze e il tempo libero, (perchè anche l'industria del turismo è anch'essa un'attività che produce reddito), finanche al giocattolino regalato al figlio, o alla colazione fatta al bar tutte le mattine, avrebbe di fatto evidente la realtà economica esistente nel paese.
Se noi ,insieme ad altre centinaia di persone, ogni mattina, andiamo a fare colazione in un bar produciamo reddito per quelle persone che vi lavorano, quindi, né consegue che se noi siamo i fautori del loro reddito abbiamo di fatto il diritto che questo nostro merito ci venga riconosciuto.
Se la gente compra, spende; se la gente spende il denaro circola; se il denaro circola più persone avranno la possibilità di entrarne in possesso e quindi più il denaro circola, più aumenterà la produzione di beni di consumo e conseguentemente aumenterà anche il benessere per tutti.

Pertanto, la possibilità di poter scaricare tutte le spese indurrebbe il cittadino a pretendere la ricevuta fiscale ogni qual volta acquistasse qualcosa, e obbligherebbe ogni esercente a rilasciarla, eliminando in un colpo solo tutto il lavoro nero che fino ad oggi ha afflitto la nostra società e, costringerebbe i vari esercenti, a dichiarare l'effettivo incasso, andando ad eliminare di fatto quelle incongruenze sui prelievi fiscali, fatti dal fisco in maniera così arbitraria.
Questa forma nuova di fiscalità permetterebbe inoltre ad ogni cittadino , mediante il proprio codice fiscale, se non è titolare di una partita IVA, di poter rivendere o acquistare oggetti di seconda mano, mettendo però l'acquirente nella condizione di poterlo registrare a detrazione, creando di fatto un mercato parallelo del "Riciclo" tanto caro a certi progressisti anticonsumisti.
Fino ad oggi l'erario ha calcato la mano solo sul reddito dichiarato o presunto dei contribuenti, senza però tenere conto di quanti elementi sia composto il nucleo familiare del dichiarante e di quali siano effettivamente le reali necessità del loro mantenimento.
All'attuale sistema fiscale non interessa se il contribuente è un "single" o una famiglia di quattro o più persone; guarda l'introito complessivo e tassa a prescindere.
Ai lavoratori dipendenti, essendo noti i loro stipendi, ha sempre prelevato al massimo, mediante le trattenute in busta paga, somme cospicue ignorando completamente le reali esigenze di sussistenza dei suddetti nuclei familiari, mentre con i lavoratori autonomi si è sempre trovato nell'impossibilità di accertare il loro effettivo reddito, creando di fatto delle evidenti ingiustizie; infatti non tutti i lavoratori autonomi guadagnano allo stesso modo; al variare di categoria varia il reddito, e anche all'interno di una stessa categoria ci può essere una notevole differenza di reddito.
Da quì, la triste pensata degli "Studi di Settore" fatta dai governi di centro-sinistra è una soluzione iniqua, che non serve a niente, anzi, a guardar bene, per taluni può essere anche discriminante, deleterea e inquisitoria. Una sorta di "pizzo di Stato" cui il cittadino contribuente è costretto a subire se vuole continuare a lavorare.
In questi anni di "Recessione Economica" molte piccole attività sono obbligate a fare i versamenti INPS e INAIL nonostante che il loro reddito effettivo sia spesso sotto il livello di povertà, ma se vogliono continuare a lavorare devono pagare! e questa non è giustizia fiscale!.
La quotidianetà della vita ci insegna che ogni realtà commerciale è a se stante.
E' impensabile che se una attività và bene anche tutte le attività dello stesso settore vadano anch'esse bene; basterà risiedere dietro l'angolo di un palazzo o in una stradina secondaria, o più semplicemente non saper gestire l'attività in maniera altrettanto profiqua, per vedere i relativi incassi dimezzati del 50% e anche di più!.
Fatte queste considerazioni, sarebbe stato molto più logico da parte del legislatore pensare e mettere in pratica una sorta di " Studi di Vivibilità" mirati a stabilire realmente quanto un singolo individuo, una coppia o un nucleo familiare o convivente di tre o più porsone necessitano per vivere nel territorio di residenza. Stabiliti questi parametri, tutti quei cittadini contribuenti che si trovassero al di sotto di detti parametri invece di essere depredati dal sistema fiscale attuale, potrebbero essere aiutati dallo stesso, perchè risultanti contribuenti in passivo, mentre tutti quei contribuenti che risultassero al di sopra di detti parametri pagherebbero le tasse proporzionalmente al loro reddito effettivo.
Con questo sistema anche le attività lavorative che, incassi alla mano, risultassero inferiori a suddetti parametri, potrebbero essere esentati dal pagare certi tributi, perlomeno durante tutto il periodo della durata della loro crisi lavorativa, con l'intento di riprendere a versare tutti gli oneri sociali all'avvenuta ripresa dell'attività lavorativa.
Questo modo di applicare la giustizia fiscale sarebbe di fatto il primo ammortizzatore sociale direttamente messo in campo dallo Stato.
Il mio modo di interpretare la "giustizia fiscale" non deve trarre in inganno. Qualcuno potrebbe pensare che così facendo la gente smetterebbe di pagare gli "oneri sociali". Niente di più inesatto!.... partendo sempre dai parametri risultanti dagli " Studi di Vivibilità ", tutti quei contribuenti che risultassero al di sopra di detti parametri, prima di acquistare beni volluttuari, con lo scopo di abbassare il proprio tetto imponibile, dovranno prima adempiere ai loro obblighi sociali, e cioè pagare tutti gli oneri sociali spettanti.
Una fiscalizzazione così applicata permetterà allo Stato di incassare tutte le tasse dovute e permetterà anche a quei contribuenti che stanno attraversando un periodo negativo, nella loro attività lavorativa, di poter sospendere i versamenti di alcuni contributi, per tutto il periodo della su citata negatività.
La convinzione di questo mio pensiero nasce dal fatto che sono fermamente convinto che già attraverso il recupero dell'IVA incassata, lo Stato sarebbe in ogni caso in attivo con le proprie finanze.
Fino ad oggi, per combattere l'evasione fiscale, i vari governanti di turno hanno pensato di varare leggi sempre più repressive, facendo espletare l'ingrato compito alle Forze di Polizia preposte, senza però ottenere risultati di rilievo.
I soliti furbi continuano ad evadere e i soliti tartassati continuano a pagare.
Tutto questo lo Stato potrebbe accertarlo naturalmente, perchè ogni cittadino contribuente, ogni qualvolta che fà un acquisto, pretendendo la ricevuta fiscale o la fattura, non tanto per impedire all'altro di fare evasione fiscale, ma più semplicemente perchè tali spese gli servono per abbassare il proprio tetto imponibile e conseguentemente pagare delle tasse più eque proporzionate al reale reddito del contribuente.
Applicare questo Nuovo Sistema Fscale, permetterà all'Erario di valutare con esattezza il reddito effettivo di ogni cittadino.
Naturalmente, per realizzare tutto questo bisognerà rivoluzionare il concetto di economia, agevolare i consumi, liberalizzare il mercato con regole più ampie, aperte alle innovazioni, per permettere all'economia di riprendersi, in pratica dare inizio a quel " liberismo etico " sopra enunciato, sempre però nel rispetto delle leggi dello Stato e del mercato.
Attualmente stiamo vivendo in un periodo di recessione. Liberalzzare il mercato del lavoro, nel pieno rispetto dello Statuto dei Lavoratori, permettendo ai cittadini di dare inizio ad attività senza la necessità di richiedere le licenze, ma semplicemente dandone comunicazione alle autorità comunali competenti, consentirebbe a molti cittadini di crearsi nuovi lavori e ridare automaticamente il via all'economia. Le leggi e le regole che definiscono gli obblighi e gli oneri di qualsiasi attività sono già scritte. Gli Enti preposti al controllo di dette attività, una volta ricevuta la comunicazione dell'avvenuto inizio della stessa, nel giro di poco tempo, effettueranno dei controlli per verificare se il gestore ha rispettato tutti i parametri richiesti per esercitare detta attività e, se è in regola, può continuare senza altri impedimenti. La storia dimostra che se alle persone si dà la possibilità di vivere onestamente, in un contesto dove la legge è equa, la gente è più creativa e prolifica.

Il sistema attuale di vedere e leggere l'economia di mercato, uccide praticamente tutte quelle attività che, per vari motivi, non riescono ad entrare nel mercato in maniera profiqua. Tutte quelle attività che per molteplici ragioni soffrono di una realtà economica negativa, ma che però per molte di esse sono le uniche forme di sostentamento per le proprie famiglie e che quindi nonostante tutto continuano ad esercitarle, con questo modo di operare degli "Studi di Settore" lo Stato non fà altro che peggiorare la loro situazione, costringendo talvolta quei lavoratori autonomi, i cui affari non vanno bene, a cessare dette attività per non ritrovarsi ingiustmente sotto inchiesta.
Se non credete alle mie affermazioni, controllate alle Camere di Commercio e agli Albi Artigiani di molte province, per vedere quante ditte individuali e familiari in questi anni di crisi, sono state costrette a chiudere.
Per contro, sottovaluta il reddito di quei lavoratori le cui attività marciano bene, al di sopra della rendita media.
Con l'attuale sistema, chi se lo può permettere, gli basterà dichiarare una cifra compatibile con gli Studi di Settore per non avere visite sgradite da parte del fisco e, in definitiva, continuare a non dichiarare gli incassi in eccesso e ad evadere il fisco.

Con la possibilità di scaricare ogni spesa del bilancio familiare, fornita dal Nuovo Sistema Fiscale, indurrebbe tutti i contribuenti ad essere di fatto i controllori e artefici della non-evasione fiscale da parte dei cittadini, siano loro dipendenti pubblici o privati, liberi professionisti o lavoratori autonomi.
Questo sarebbe valido per tutti; lavoratori autonomi, dipendenti, artigiani, commercianti e liberi professionisti.
Di queste fatture pagate il cittadino contribuente , attraverso i versamenti mensili o trimestrali fatti da artigiani, commercianti e professionisti, verserebbe periodicamente già l'IVA allo stato.
Tutti i cittadini, **utilizzando un sistema che spiegherò in un paragrafo successivo** , potranno dimostrare il loro effettivo reddito.

Oltre alle normali e quotidiane spese di mantenimento ci sono però anche spese a cui il cittadino non può sottrarsi; mi riferisco alle spese mediche, alle spese legali e a quelle amministrative, perchè sono spese coatte, imposte dalle situazioni.
Se vogliamo curarci i denti dobbiamo rivolgerci ad un dentista, il Sistema Sanitario Nazionale non copre tutte le spese Odontoiatriche e Odontotecniche oppure, se ci troviamo nostro malgrado coinvolti in una bega giuridica, dobbiamo per forza assumere la consulenza di un legale; i continui cambiamenti, ma soprattutto l'inaccessibilità dell' attuale Sistema Fiscale da parte dei cittadini, perchè troppo macchinoso, ci obbligano ad utilizzare sempre più spesso consulenti amministrativi; tutte queste spese lo Stato, in parte, le ignora, e costringe il cittadino a subirle. In taluni casi permette di detrarle in minima parte, ma generalmente, il cittadino deve accollarsele quasi tutte per intero.
Tutti questi professionisti, a seconda delle situazioni, possono fare di queste spese un motivo di contrattazione con il cliente; molta evasione fiscale deriva effettivamente da queste attività; faccio un esempio: il medico dentista può chiedere 1500 euro fatturati per il suo intervento, ma se non pretendiamo la fattura, su suo consiglio, il lavoro lo potrà fare per soli 1200.
E' naturale che opteremo per la seconda ipotesi così risparmieremo 300 euro, però lui incasserà 1200 euro esentasse, mentre noi non potremo detrarle in nessun modo, e così si comportano l'avvocato, il commercialista e qualunque altro professionista che sia nella posizione di poter fare questo tipo di ricatto.

Con questo Nuovo Sistema Fiscale, il cittadino potrebbe avvalersi di qualunque consulenza, medica, giuridica o commerciale, anche di costo elevato, perchè detraibile per intero e, toglierebbe di fatto, a questi professionisti, la possibilità di contrattare e quindi di evadere le tasse.
Per queste spese, in quanto spese coatte, lo Stato darebbe al cittadino la possibilità di poterle usufruire per intero, perchè rientranti nella sfera delle spese a carattere sociale non elusibili e, contemporaneamente, dandogli la possibilità di poterle detrarre al 100%, metterebbe chiunque nella impossibilità di evadere le tasse, costringendo di fatto ogni professionista a dichiarare ogni sua entrata e conseguentemente pagare tutte quelle tasse che fino ad ora lo Stato, con palesi dimenticanze amministrative o giuridiche, gli ha permesso di evadere.
Detrarre suddette spese al 100% non significa che il cittadino non le paghi, ma significa che, dopo averle pagate per usufruire di tale servizio, le potrà detrarre per intero nella propria dichiarazione dei redditi, contribuendo nei fatti a definire nei dattagli la propria posizione fiscale, e, come sancisce l'art.53 della Costituzione Italiana pagare le tasse in base alla propria capacità produttiva; al contempo, chi ha incassato suddetti "onorari" sarà obbligato a dichiararli e quindi, conseguentemente anche per "Lui", pagarci le tasse.

In questo periodo di "recessione economica" applicare questo nuovo sistema fiscale permetterebbe, senza dover ricorrere a ulteriori ed estenuanti lotte sindacali, allo scopo di ottenere degli aumenti in busta paga da parte dei datori di lavoro, di usufruire di fatto di un effettivo aumento dei loro stipendi senza che la controparte debba pagare un solo centesimo in più.
Il fatto che il prelievo fiscale da parte dello Stato non venga più effettuato a monte, sul "lordo" della busta paga, ma a spese effettuate dimostrate, permetterebbe in primo luogo a tutti coloro che risultassero di basso reddito di pagare in proporzione, in base a quanto viene espresso dalla nostra Costituzione, le proprie tasse e, làddove detto reddito è inferiore a determinati parametri, come oggi ingiustamente vengono applicati dagli "Studi di Settore", addirittura essere esentati da tali versamenti, o in casi estremi anche sovvenzionati.
Se questo modo di applicare la giustizia fiscale può indurre qualcuno a pensare che lo Stato riscuoterà meno tasse si sbaglia.
Con questo nuovo sistema fiscale verrebbe debellata l'evasione, ma soprattutto verrebbe fatta giustizia fiscale e, in proporzione, in base al reddito di ogni contribuente, tutti pagherebbero le tasse in una forma più equa.
Come ho già espresso in precedenza, con l'attuale sistama fiscale non basterebbero un esercito di milioni di controllori per impedire l'evasione fiscale, che è insita nel sistema.
L'occasione fà l'uomo ladro e questo sistema di occasioni né fornisce a iose; come ho gà precedentemene sostenuto non basterebbero neanche un finanziere per ogni contribuente, e comunque un tale dislocamento di forze in campo è pressochè impossibile e insostenibile dati i costi troppo elevati.
Per contro, permettendo ad ogni cittadino contribuente, di pretendere le ricevute fiscali per ogni operazione di acquisto di beni o di utilizzo di servizi, lo Stato otterrebbe la visibilità quasi totale delle operazioni commerciali effettuate dai cittadini nel paese stesso e quindi, conseguentemente, avrebbe tutti i dati e i mezzi per applicare una vera tassazione equa.
Ogni cittadino, partendo dal lordo del proprio incasso, che sia questo frutto di operazioni commerciali o delle buste paga dello stipendio, per abbassare il proprio reddito imponibile dovrebbe presentare le ricevute dimostrabili delle spese effettuate.
Quelle "ricevute dimostrabili delle spese" sono la prova dimostrata delle operazioni commerciali avvenute tra i contribuenti.
Ogni transazione commerciale lascia due tracce indelebili: una sarà registrata agli incassi da parte di chi vende e una sarà registrata negli acquisti da parte di chi compra; entrambe le registrazioni dovranno reincontrarsi nel Data Base della Finanza a comprovare l'effettiva transazione commerciale avvenuta; laddove una delle tracce non incontrerà il suo doppio scatterà il controllo fiscale. (procedimento dettagliato specificatamente nel successivo paragrafo "Metodo applicato per stabilire la tassabilità di ogni contribuente")
Lo Stato, attraverso gli onorari, le fatture, le buste paga e le ricevute dimostrabili delle spese, potrà verificare le effettive entrate e uscite di ogni contribuente.
Solo attraverso questo sistema fiscale lo Stato potrà applicare sui propri cittadini una giusta fiscalità.


**METODO APPLICATO PER STABILIRE LA TASSABILITA DI UN CONTRIBUENTE**

Partendo dal fatto che ogni cittadino ha un Codice Fiscale e che ogni attività commerciale ha una partita IVA, si può registrare qualsiasi transazione commerciale effettutate sia da privati cittadini che da esercenti commerciali; però, per mettere tutto questo in pratica lo Stato deve modificare gli attuali registratori di cassa e, crearne di nuovi con queste caretteristiche.

1°- Deve eliminare quelli termici perchè con il tempo sbiadiscono e diventano illeggibili e quindi non possono essere verificati a distanza di tempo per sostituirli con quelli ad inchiostro perchè più durevoli.

2°- Ogni scontrino fiscale deve evidenziare la partita IVA di chi lo emette, la data di emissione e l'importo suddiviso tra l'imponibile e l'iva pagata.
Lo stesso vale per ogni Ricevuta Fiscale emessa dal privato con sù evidenziato il proprio Codice Fiscale, data di emissione e importo suddiviso tra l'imponibile e l'iva pagata.

3°- Lo Stato deve produrre uno stampato ( in grande quantità, su tutto il territorio nazionale) dove il cittadino contribuente scriva tutti i suoi dati fiscali e, nel caso ci fossero, di quante persone fisiche sono a suo carico.
Sfruttando la legge BASSANINI il cittadino contribuente auto-certificherà mensilmente tutte le spese ( " gli imponibili riportati sugli scontrini fiscali " ) effettuate nell'arco di ogni mese, sullo "stampato" fornito dall'Erario e lo consegnerà all'Ufficio di zona delle Imposte, o lo invierà tramite internet.
Lo "stampato" lo potrà trovare in ogni ufficio pubblico, da quello delle imposte a quello del quartiere e potrà anche scaricarlo da internet.
Questo stampato compilato conterrà tutte le spese e le entrate autocertificate, dichiarate dal contribuente; l'Ufficio delle imposte potrà, in qualunque momento, chiederne la verifica degli scontrini fiscali che dovranno essere tenuti dal contribuente per un periodo di tempo non inferiore a dieci anni.
A questo punto risulterà evidente che negli Uffici delle Imposte si riverseranno mensilmente un grande quantitativo di "stampati".
Per far fronte a questa mole di lavoro ci vorranno oltre ad i soliti funzionari dell'Imposte per organizzare il lavoro , anche una gran quantità di collaboratori qualificati.
Utilizzando il neo costituito " Servizio Civile Obbligatorio" (*** leggere capitolo su Ricostituzione del Servizio Civile Obbligatorio ***) lo Stato potrà far fronte a molti settori dell'apparato pubblico.

4°- Il contribuente, compilando ogni mese questo stampato informerà il fisco della sua posizione fiscale. Per contro il fisco , con l'ausilio dei collaboratori del "servizio civile obbligatorio" immetterà tutti quei dati nel computer generale e, con un Software creato ad oc, controllerà che gli scontrini fiscali o le fatture emesse dagli esercenti dovranno avere riscontro con quelli dichiarati dai contribuenti; qualora ci fossero delle incongruenze i sopra citati scontrini o fatture faranno da controprova difronte a verifiche del fisco, pena sanzioni legali se mendaci.
Negli intersacambi tra privati si consiglia all'acquirente di verificare l'esattezza dei dati personali come nome, cognome e codice fiscale forniti dal venditore perchè l'Erario, difronte a incongruenze potrebbe contestare l'incauto acquisto e non riconoscerne l'entità della spesa.

5°- A fine anno il contribuente consegnerà uno stampato riepilogativo con sù scritto le spese effettuate ed i guadagni ottenuti ( buste paga se è un lavoratore dipendente, fatture emesse se è un lavoratore autonomo).
La differenza ricavata dalle entrate con le spese daranno la misura della tassabilità del contribuente.

Lo Stato tutela il risparmio e quindi le tassazioni partiranno da un minimo di 10.000 euro
( disavanzo tra le entrate e le uscite) reddito ricavato in un anno lavorativo con delle aliquote che si modificheranno a salire non appena il contribuente raggiungerà i 30.000, poi 50.000, 80.000 e poi ancora 100.000, 150.000, 200.000, 300.000, 500.000 €.
Tutti coloro che risulteranno con un disavanzo inferiore a 10.000 euro non saranno tassati.
Da 0 euro a 10.000,00 esentasse
da 10.000,01 a 15.000,00 aliquota del 10%
da 15.000,01 a 20.000,00 aliquota del 12,50%
da 20.000,01 a 30.000,00 aliquota del 15 %
da 30.000,01 a 50.000,00 aliquota del 20%
da 50.000,01 a 80.000,00 aliquota del 25%
da 80.000,01 a 100.000,00 aliquota del 30%
da 100.000,01 a 150.000,00 aliquota del 35%
da 150.000,01 a 200.000,00 aliquota del 40%
da 200.000,01 a 300.000,00 aliquota del 45%
da 300.000,01 a 500.000,00 aliquota del 50%
da 500.000,01 in sù aliquota del 55%

La tassazione sarà applicata in maniera progressiva.
Faccio un esempio:
un contribuente che risulterà con un guadagno di 30.000 euro netti pagherà:

da 10.000,01 a 15.000,00 aliquota del 10% euro 1500,000 +
da 15.000,01 a 20.000,00 aliquota del 12,50% euro 624,875 +
da 20.000,01 a 30.000,00 aliquota del 15 % euro 1499,998 =
______________
totale euro 3624,87



Questo sistema permetterà di tassare chi effettivamente guadagna, e permetterà soprattutto a chi guadagna poco di poter disporre del proprio denaro in maniera più libera; una tassazione così attuata consentirà al cittadino di utilizzare al meglio i guadagni che riesce ad ottenere con il suo lavoro, perchè già spendendo per i suoi acquisti quotidiani pagherà in forma indiretta le tasse allo Stato, ma soprattutto questa forma di tassazione consentirà in breve tempo la ripresa dell'economia perchè si autocontrollerà e impedirà l'evasione fiscale da parte di chiunque.
Questo sistema fiscale vuole privilegiare la circolazione del denaro.
A questo proposito, voglio rappresentare una scenetta provocatoria....... "se un cittadino ha un reddito alto, ha due scelte fondamentali a disposizione; la prima è pagare le tasse per intero in base alle aliquote espresse, la seconda è abbassare il proprio reddito imponobile spendendo più soldi, quindi acquistando merci e beni di consumo che saranno fonte di reddito per altri, cioè per chi li ha prodotti o commercializzati"....ed ecco la provocazione.... se questo stesso cittadino ha nello specifico un intrioto lordo di 500.000 € e porta in detrazione 495.000 €, totale ottenuto sommando le relative fatture e scontrini fiscali d'acquisto e agli Oneri Sociali Obbligatori versati, il suo reddito imponibile sarà di soli 5.000 €, quindi non più tassabile!..... perchè questo contribuente, avendo versato tutti gli oneri sociali di sua competenza, non ha accantonato la rimanenza di quei soldi, ma li ha rimessi in circolazione, e coloro che li hanno incassati si troveranno nella stessa condizione, pagarci le tasse per intero o ridistribuirli, attraverso l'acquisto di beni di consumo o di servizi per abbassare il proprio tetto imponibile.... comunque il contribuente decida di fare, l'Erario non perderà un centesimo di quei soldi. Alla fine delle varie compravendite effettuate l'IVA scaturita da quelle transazioni commerciale, finirà sempre nelle casse dello Stato.... Ne consegue che chi più spende, contribuirà alla costituzione dei redditi di altri cittadini e indirettamente, attraverso le loro dichiarazioni dei redditi, saranno pagate le stesse tasse allo Stato.
Nella realtà fiscale attuale, lo Stato non riconosce questo merito, quindi tassa il contribuente a partire dal guadagno lordo risultante, penalizzando tutti quei contribuenti, con scarsi guadagni, che non potranno scaricare tutte quelle spese come l'acquisto del cibo quotidiano, l'utilizzo dei servizi primari come luce acqua gas, l'acquisto dei libri scolastici per i figli, le spese per il tempo libero, l'acquisto del vestiario, etc.. etc... tutte attività che costituiscono reddito per coloro che vi lavorano e le producono e che quindi potrebbero e dovrebbero essere detratte.
Nella realtà fiscale attuale, il sopra citato cittadino contribuente ometterà tutte le entrate possibile al fine di aggirare il controllo fiscale, permettendogli di fatto la possibilità di accantonare capitali illeciti.

Questo Nuovo Sistema Fiscale è volutamente pensato perchè possa essere attuato da chiunque, e al contempo impedisca a chiunque di poter accantonare capitali illeciti. Il suo utilizzo, per la sua semplicità, non necessita dell'aiuto di alcun professionista.
L'utilizzo di uno o più professionisti sarà determinato solo dalla grossa mole di lavoro scaturita dalle attività stesse.

Visone grafica dei vari modelli utilizzati per la denuncia volontaria dei propri redditi:

Mod. A - Stampato Dichiarazioni Incassi Mensili Aziende o Lavoratori Auonomi

Mod. AA - Stampato Dichiarazioni Incassi Mensili Lavoratori Dipendenti

Mod. B - Stampato Dichiarazioni Spese Mensili

Mod. C - Stampato Riepilogativo Dichiarazioni Redditi Annuali

 


Democrazia Partecipativa