5°-RICOSTITUZIONE
SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO
Durante il governo D'Alema del 1997 (!?!), l'allora
"Presidente del Consiglio" on. Massimo D'Alema ebbe l'infelice
pensata di abolire il servizio di leva obbligatorio e costituire una
leva volontaria per forze armate "più professionali".
L'on. D'Alema, per essendo un militante della sinistra italiana, si
è dimenicato che in cinquantanni di repubblica democratica, il
nostro paese ha subito più di 10 tentativi di colpi di stato,
messi in atto da personaggi legati al ventennio fascista, come quello
di Valerio Borghese o della P2 di Licio Gelli, ma anche da reparti dei
Carabinieri ( il tentato "Golpe solo" negli anni '60, così
chiamato perchè fatto solo da reparti dei Carabinieri ) o da
reparti della Guardia Forestale, per non dimenticare Gladio,celle eversive
della destra estrema coperte da esponenti dei gaverni precedenti e da
settori dei nostri servizi segreti "deviati".
In tutti questi anni, l'unica garanzia per la stabilità democratica
del nostro paese, è stato il fatto che il nostro esercito era
composto dalla totalità dei cittadini e quindi non soggetti a
sottomettersi ad ordini che sarebbero potuti andare contro la popolazione.
Questo perchè un esercito di coscritti non potrà mai garantire
la sicura obbedienza in un tentativo di "golpe", ma un esercito
di volontari chissà?.....probabilmente sì.
Anch'io, all'età di ventanni, ho fatto il servizio
militare e, come tutti, ho considerato quel periodo un periodo inutile
della mia vita; tredici mesi e quattro giorni, tanto è durata
la mia ferma di leva, lontano da casa, a fare cose inutili, a contare
i giorni a ritroso nell'attesa del congedo.
Tutto questo però non deve essere un pretesto per l'abolizione
del servizio di leva obbligatorio, ma semmai un motivo per discutere
sopra l'argomento e trovarne i motivi per un suo utilizzo più
consono, più adatto alla realtà del nostro tempo.
Alle soglie del terzo millennio abbiamo bisogno di un esercito?
La nostra Costituzione, con l'articolo 11, ripudia la guerra come metodo
per risolvere le controversie nei confronti di altri Stati Sovrani...ma
per la difesa del nostro territorio? della nostra democrazia? della
nostra libertà!?. ce né bisogno?....
Io credo che, così come è stato impostato e condotto,
il servizio di leva sia uno spreco di energie da parte dello Stato,
un inutile perdita di tempo da parte dei cittadini.
Credo invece però che, debitamente trasformato in "Servizio
Civile Obbligatorio" possa divenire un ottimo motore trainante
per l'intero paese e per la nostra giovane democrazia.
Per l'uso che mi accingo a proporre, il Servizio Civile Obbligatorio
è esteso a tutta la gioventù che si affaccia alla vita
sociale del paese, anche alle donne che, a pieno titolo, potranno collaborare
al miglior funzionamento dell'apparato legislativo, amministrativo e
tecnico del paese.
L'utilizzo da parte dello Stato di una forza lavoro "qualificata"
quali saranno i giovani del futuro chiamati ad assolvere il loro "servizio
civile di leva", permetterà allo Stato di migliorare tutti
quei settori dell'apparato amministrativo, oggi carenti di personale,
ad un costo minimo.
Lo Stato pagherà questo servizio con una paga minima simbolica (
da stabilire), ma sopratutto con vantaggi temporali del tipo " ingressi
gratuiti " ai cinema, alle discoteche, ai musei, libero accesso ai mezzi
di trasporto pubblico etc...e, versandogli da subito, ad ognuno, i contributi
che andranno a formare la loro pensione.
Questa forma di pagamento sarà praticamente inavvertita dalle
casse dello stato e dagli enti preposti ai pagamenti, ma saranno subito
evidenti i benefici apportati nella vita pubblica della nazione, da
questa grande mole di personale qualificato, ogni anno rinnovabile.
Il "Servizio Civile Obbligatorio", debitamente trasformato,
significa innanzi tutto che il "Servizio" verrà effettuato
nella provincia di residenza del giovane, quindi, senza strapparlo a
quella che è la sua realtà sociale, sarà utilizzato
in quello che sarà la sua specializzazione nella sua vita futura; cioè
a dire che se ha studiato medicina sarà utilizzato nel sistema
sanitario, se ha studiato giurisprudenza nell'apparato giuridico, se
ha studiato economia nell'apparato amministrativo e così via
dicendo.
I giovani, così utilizzati,non considereranno il "Servizio"
una inutile perdita di tempo, come accadeva con il precedente servizio
di leva, ma sarą una sorta di " stage operativo" che li introdurrą a pieno
titolo nella societą reale e nel mondo del lavoro e sarą conseguentemente un
grande sostegno alla democrazia partecipativa.
Ognuno di questi giovani, nel momento in cui si accingono ad espletare questo
servizio per la collettivitą, sł richiesta specifica, potranno frequentare anche
i reparti territoriali delle strutture delle Forze Armate Italiane per l'addestramento
all'uso delle armi per la difesa del territorio nazionale, come ampiamente espresso
nell'articolo 11 della Nostra Costituzione.
Partendo da questo principio, chi lo desidererą, potrą fare, oltra al Servizio
Civile Obbligatorio, anche il servizio di leva nell'esercito, naturalmente per
la stessa durata temporale, indipendentemente da chi deciderą di fare la professione
del soldato, mantenendo di fatto quella pluralitą di personale, che sarą garanzia
di un esercito democratico.
Utilizzando la collaborazione del sistema scolastico, ***leggi capitolo
su "Riforma della Scuola " ***, gli studenti, ognuno nel suo
settore specifico, dovranno essere preparati ad affrontare quei compiti
cui saranno chiamati ad assolvere nel periodo di leva civile.
Democrazia partecipativa non è una parola ad effetto, una espressione
che fà tendenza o un nuovo modo di dire, ma un modo di vivere
la collettività, la socialità, il rispetto dei beni comuni in forma attiva , di partecipazione
collettiva alla realizzazione di una societą pił giusta, garanzia dei diritti
e dei doveri di ognuno.