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LIBERALIZZAZIONE DELLE LICENZE COMMERCIALI e LIBERALIZZAZIONE degli
ORARI LAVORATIVI
Nel nostro
paese, per ottenere una "licenza commerciale", cioè
un permesso ad esercitare una attività lavorativa, si deve far
domanda all'amministrazione pubblica .
A seconda del Comune dove viene espletata tale richiesta, l'ottenimento
della "Licenza" può variare da pochi mesi ad alcuni
anni e, in taluni casi, per non dire di frequente, è anche necessario
ungere certi ingranaggi amministrativi ( come ad esempio pagare sottobanco
qualche impiegato disonesto) per facilitarne il rilascio.
Talvolta, senza motivo apparente, pur essendoci tutti i presupposti, tutti
i requisiti, il rilascio della Licenza può essere anche negata,
solo perchè qualcuno ha stabilito che non doveva essere rilasciata.
In questo paese, se un cittadino vuole aprire un negozio di Merceria,
di Ferramenta,di articoli Sportivi o di qualunque altro genere deve
riempire una quantità indefinita di moduli e sperare nella benevolenza
degli impiegati che tratteranno la sua pratica e, attendere poi, con
pazienza, il rilascio di tale "Licenza".
Io penso che si debba cambiare modo di vedere la questione e cioè
che lo Stato non deve rilasciare le licenze con la stessa metodologia
con cui le ha rilasciate fino ad oggi e quindi praticamente impedendone
o condizionandone lo svolgimento di suddette attività, ma deve
limitarsi solamente a certificarne l'inizio.
Io credo che chiunque possa e debba ottenere qualsiasi "licenza";
fatta eccezione per tutte quelle attività che richiedono un titolo
di studio specifico, il rilascio delle licenze deve essere solo un fatto
amministrativo, di pura e semplice certificazione.
Sarà il mercato poi a stabilirne la durata, il successo o il
fallimento
Lo Stato deve indicare dei parametri entro i quali ogni cittadino, per
l'esercizio di tali attività dovrà sottostare, come:
Titolo di studio o preparazione tecnica necessaria documentati, per
tutte quelle attività ove venga rihiesto
Impiantistica tecnica del locale, se l'attività viene svolta
al chiuso o all'aperto, come luce acqua gas e uscite di sicurezza a
norma.
Assetto igienico-sanitario del locale a norma, per attività aperte
al pubblico come bar, ristoranti etc...
Tesserino Sanitario valido,per quelle attività che lo richiedono.
Conformità dei macchinari utilizzati
Rispetto dei diritti sindacali per i lavoratori dipendenti ove ci siano.
Ottemperato
a tutte queste regole lo Stato è obbligato al rilascio di tale
licenza.
Il lavoro è un diritto sancito dalla nostra "Costituzione" e
quindi, nessuno deve chiedere a nessuno il permesso per esercitare una
qualsiasi attività.
Rispettando i parametri espressi inerenti ogni attività, ogni
cittadino ha il diritto di esercitare la professione da lui scelta; lo
Stato ha il diritto di intervenire e, se ci sono i presupposti, impedire
e bloccare tali attività, qualora non fossero svolti secondo i
parametri sopra citati.
La "Libertà"
è il concetto base della Democrazia Partecipativa.
Liberi di andare, liberi di dire, liberi di fare, liberi di esercitare
professioni o lavori, liberi di gestire attività commerciali di
qualsiasi genere, liberi di decidere per la propria vita, ma sempre nel
rispetto assoluto delle leggi e delle regole di convivenza civile che
la collettività ci impone.
Lo Stato ha il dovere di tutelare e garantire il "Giusto"
andamento di tutte le attività svolte nel paese; di controllare
la correttezza da parte degli esercenti nei confronti dei cittadini,
e che ogni attività sia svolta nel rispetto della leale concorrenza
tra operaori.
Per tutto
il resto,"fallimenti", "successi", sarà il
mercato a stabilirli e sarà la gente che, facendo una selezione,
sceglierà chi le darà un servizio migliore al costo più
appropriato.
Una forma di mercato auto-regolante che consentirà una vera concorrenza
leale e permetterà, nel tempo, lo stabilizzarsi dei costi.
Liberalizzazione
degli Orari Lavorativi
Qualche
anno fà, non ricordo con esattezza quando, abbiamo votato un "referendum"
sulla liberalizzazione degli orari lavorativi e, con mio grande disappunto,
lo abbiamo perso.
L'ignobile campagna sostenuta dai Sindacati Confederati e da una parte
della sinistra convinse la gente a votare contro ma, a mio avviso, in
quell'occasione abbiamo perso una grande possibilità per migliorare
l'economia di questo paese.
Lo Stato non deve impedire la liberalizzazione degli orari di lavoro
ma semmai controllare e proibire lo sfruttamento di taluni lavoratori,
impedendo che siano costretti a sostenere dei turni eccessivi.
Il concetto di "liberalizzazione degli orari di lavoro" nasce
dal fatto che se una qualunque attività lavorativa, vuoi per
la sua posizione, vuoi per la professionalità, vuoi per la tipologia
della merce trattata è nelle condizioni di poter lavorare a pieno
ritmo in qualunque ora del giorno e/o della notte, perchè punto
di incontro con tanta clientela abbia il diritto di farlo.
Lo Stato ha l'obbligo e il dovere di stabilie regole chiare, nel rispetto
dei lavoratori, atte a consentire dei ritmi di lavoro conformi con le
esigenze della nostra società.
Durante ogni campagna elettorale c'è sempre stato il solito politico
di turno che ha promesso nuovi posti di lavoro ma che poi sono sempre
stati disattesi.
Con la liberalizzazione degli orari lavorativi potrebbero, in breve
tempo, trovare lavoro molte persone. A mio avviso, svariate migliaia
di persone, su tutto il territorio nazionale.
Siamo rimasti fermi ancora al concetto che il lavoro si svolge dal mattino
al pomeriggio, ma i ritmi della nostra società sono cambiati,
e per questo bisogna adeguare i tempi e le modalità per far fronte
a questi cambiamenti, alle nuove esigenze della collettività
e che il mondo del lavoro , per la sua complessità, oggi si distribuisce
in tutto l'arco delle 24 ore.
Nelle amministrazioni pubbliche, come ho già sostenuto prima,
sulle concessioni delle licenze, non si devono impedire l'attuazione
o la modifica degli orari lavorativi ma semplicemente essere vigili
sulla fattibilità e sostenibilità da parte del personale
lavorativo.
Per una qualsiasi attivià commercale, la possibilità di
essere aperta al pubblico anche 24 ore su 24 consentirà all'impresa
stessa di usufruire e utilizzare più personale tanto, quanto
la mole lavorativa di detta attività gli richiederà, e
conseguentemente procurerà lavoro a più lavoratori.
Liberare il mercato da certi vincoli stupidi e sorpassati è un
grosso incentivo alla ripresa economica del nostro paese.