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SCUOLA
La nostra
Costituzione stabilisce il diritto allo studio dei propri cittadini, ma si
dimentica poi che per renderla veramente paritaria, dovrebbe finanziare l'acquisto
dei libri e di tutti quei materiali occorrenti per frequentare perlomeno la scuola
dell'obbligo, come i libri di testo, i quaderni, le matite e quant'altro sia
necessario.
Invece, inspiegabilmente, l'attacco al finanziamento pubblico della
Scuola Pubblica è iniziato con gli ultimi governi che ci hanno governato in questi
ultimi 20 anni, governi sia di centro destra che di centro sinistra.
La convinzione che una scuola privata possa essere migliore per l'insegnamento,
rispetto a quella pubblica, ha pervaso anche esponenti del centro sinistra,
ma il recente referendum del 12 e 13 giugno 2011 ha dimostrato che gli italiani,
per i servizi di Pubblica Utilità, preferiscono che restino pubblici, e la "scuola"
è un servizio di Pubblica Utilità, quindi lo Stato, come sancisce la nostra Costituzione,
deve finanziare solo la "scuola pubblica" e non quella privata, come ha iniziato
a fare il Ministro Berlinguer, esponente di un governo di centro sinistra, negli anni 96 / 98.
Oltre agli investimenti, che al momento per la scuola pubblica sono molto carenti,
è necessario rivedere anche la forma e la sostanza di tutto l'insegnamento pubblico.
La scuola è un investimento futuro, prima di tutto per la società poi per gli individui.
Per questo motivo è importante rivedere il funzionamento del mondo scolastico.
E' importante rivedere con quali basi molti giovani studenti arrivano a contatto
dell'ambiente scolastico; teoricamente questa eguaglianza allo studio è applicata,
ma praticamente si scontra poi con le realtà sociali differenti.
Il figlio del professionista, nato e cresciuto in una famiglia agiata avrà un
approccio alla cultura e all'insegnamento differente dal figlio del lavoratore,
così come i figli del Dottore, dell'Avvocato, dell'Ingegnere avranno sin dalla
nascita, un naturale avvicinamento ai dettami della cultura, primi fra tutti
il linguaggio, poi i principi fondamentali di ogni materia, mentre i figli dei
meno abbienti arriveranno più a tardi a conoscere questi dettami.
Un madre Laureata o Diplomata, nei primi anni di vita, è una grande fonte d'insegnamento
per il proprio figlio ; da quì la considerazione che se vogliamo una parità
nell'istruzione dobbiamo mettere in condizione le famiglie meno abbienti a
utilizzare le strutture di Stato, dove i loro figli, a contatto con personale
qualificato come insegnanti e giovani laureati del "Servizio Civile Obbligatorio",
respireranno cultura sin dai primi anni della loro vita.
La possibiltà per i ragazzi, all'interno di queste strutture, di familiarizzare
con neolaureati del Servizio Civile Obbligatorio, permetterà loro di conoscere tanti
aspetti della cultura e delle cose che saranno poi una forte base per le loro scelte future.
Per questo motivo ritengo che per avere un diritto allo studio veramente egualitario
è necessario istituire una Scuola Pubblica a tempo pieno.
Questo mio modo di vedere il problema, nasce dal fatto che nei miei primi anni
scolastici ho vissuto in prima persona l'appartenenza ad una famiglia culturamente
poco preparata.
Il mio ingresso, negli anni delle medie inferiori, fù problematico
e difficoltoso. I miei genitori, che fino ad allora avevano vissuto lavorando
in campagna, durante il boom economico degli anni '60, trovarono lavoro come portieri
in un condominio residenziale, in un quartiere medio borghese della città.
Il passaggio dalla campagna alla città, frequentare una scuola con alunni prevalentemente
figli di professionisti, quindi culturalmente più avvantaggiati, mi fece trovare
inevitabilmente indietro con il programma da me svolto rispetto ai compagni di classe,
creando in me un rapporto di sfiducia con lo studio e conseguntemente con la scuola.
Se avessi potuto incontrare, in quell'epoca, insegnanti di sostegno o collaboratori
volontari che mi avessero avvicinato alle materie scolastiche in maniera meno traumatica,
probabilmente il mio percorso futuro dello studio, avrebbe potuto essere "differente".
Sono convinto che un giusto insegnamento aumenti l'interesse per ogni materia e che
quindi suddetti ruoli devono essere praticati da persone veramente motivate.
Purtroppo ancora oggi devo constatare che molti operatori scolastici, mi riferisco
al corpo insegnanti, svolgono quell'attività non perchè mossi dal desiderio d'insegnare,
ma più semplicemente perchè è un impiego sicuro.
Questo atteggiamento , che per onestà di critica non è praticato da tutti,
comporta automaticamente un insegnamento fazioso, i più bravi, i più preparati,
sono amorevolmente seguiti, mentre tutti gli altri vengono abbandonati al loro destino,
con giudizi alquanto discutibili come ...." è intelligente ma non si applica
".... oppure ...." è distratto e svogliato ".... con il risultato che gran parte
di quest'ultimi abbandonano gli studi non appena terminata la scuola dell'obbligo.
E' quindi necessario, oltre al tempo pieno, rivedere le forme e modi di assunzione
del corpo insegnante. Oltre a queste basilari riforme, per ovviare a questi problemi
è necessario potenziare i quartieri con asili nido, scuole elementari e scuole di ogni
ordine e grado in quantità sufficenti, tali da soddisfare la domanda, dotando queste
strutture con personale qualificato e coadiuvato dal personale giovanile, fornito
dal Servizio Civile Obbligatorio che, operante a tempo pieno, sia al mattino
che nel pomeriggio, permetteranno una crescita qualitativamente più formativa per
tutti quegli studenti che né potranno usufruire.
Tutto questo avrà un costo, ma io credo che lo Stato, attuando il Nuovo Sistema Fiscale,
avrà i fondi necessari per realizzare anche questi cambiamenti.
Attualmente, tutti gli insegnanti che sono all'insegnamento, sia di ruolo che
a tempo determinato non devono necessariamente aver superato l'esame attitudinale
per l'insegnamento; questo a discapito della scuola e degli studenti.
E' necessario perciò che tutti gli insegnanti, prima di accedere all'insegnamento
nelle scuole dell'apparato pubblico, dall'Asilo ai Licei, devono aver frequentato
un corso di pedagogia, abilitatante all'insegnamento specifico per le relative
scuole di riferimento e, di logica, averlo supurarato.
Inoltre, tutti gli insegnanti della scuola dell'obbligo devono frequentare periodicamente
corsi di aggiornamento pedagogico e aggiornamenti specifici inerenti la loro materia
d'insegnamento e superarli, pena la sospensione dall'insegnamento fino al superamento
di suddeto esame.
Sono sicuro che difronte all'applicazione di questa metodologia,
i Sindacati innalzeranno i loro scudi a difesa del diritto al lavoro degl'insegnanti,
ma in questa occasione io sostengo che prima del diritto al lavoro degli insegnanti
c'è un sano, consapevole e responsabile diritto allo studio degli studenti, quindi,
esprimendo una graduatoria di valori, tra il diritto allo studio degli studenti
e il diritto al lavoro degli insegnanti, in questo caso, per me, viene prima il diritto
allo studio degli studenti, e poi il diritto al lavoro degli insegnanti.
Ribadisco perciò che tutti gli insegnanti della scuola dell'obbligo devono frequentare
periodicamente corsi di aggiornamento pedagogico e aggiornamenti specifici inerenti
la loro materia d'insegnamento e obbligatoriamente superarli.
Professioni come l'Insegnamento, non possono essere esercitate da chiunque ma,
solo da chi è motivato, mosso da sentimenti umanitari e propositi sociali.
Un buon insegnante non si misura dalla sua cultura personale, anche se molto importante,
ma si misura soprattutto da quanti allievi riesce a portare agli esami con esito positivo.
Se poi, tutto questo avviene in scuole periferiche, o in quartieri disagiati, dove
la scuola pubblica ha dà sempre avuto problemi con i suoi studenti, a maggior ragione,
laddove c'è un insegnante che rende onore al suo operato,deve essere meglio retribuito e onorificato.
Partendo da questa considerazione lo Stato deve mettere degli incentivi nell'esercizio
di tali professioni, cioè a dire che se un insegnante ottempera meglio nello
svolgimento della sua professione, debba anche essere retribuito meglio e
premiato con onorificenze.
Credo sia giunto il tempo di rivalutare la meritocrazia;
onore al merito e alla profressionalità.
Lo Stato, per mano dei ministeri della
Scuola dell'Obbligo, per l'Università e la Ricerca Scientifica e quello delle
Finanze deve riavviare e sostenere la ricerca scentifica, fondamenta basilari
per un progresso nazionale necessario allo sviluppo tecnologico, culturale e sociale.
Per una società moderna come la nostra, in continua evoluzione, la scuola deve
inoltre inserire "nuove materie d'insegnamento" per affrontare nuove tematiche
sociali come la costante immigrazione di altri popoli nel nostro territorio,
la nascita di nuove nazioni nel mondo, frutto di rivoluzioni sociali o la
plorificazione di nuovi movimenti etnico culturali, hanno creato i presupposti
perchè la nostra scuola si adegui a questi cambiamenti; quindi istituire nuovi
corsi di studio come :
"Storia
Contemporanea":
Materia che studia e analizza le realtà contemporanee del nostro
tempo.
Una lettura giornaliera dei quotidiani più importanti, dei fatti
salienti di carattere politico, sociale e di costume per abituare lo
studente a filtrare le notizie, gli avvenimenti, confrontandoli tra le
varie versioni, talvolta espressioni settarie di interpretazioni faziose
e partigiane per diventare quindi un cittadino più informato
e consapevole della realtà in cui vive, preparato pertanto ad
una lettura di tali eventi con un senso critico più sviluppato.
"Storia
Recente":
Studio che analizza, dal Risorgimento ad oggi, gli avvenimenti che hanno
contribuito alla formazione dell'Italia e di quel sentimento "nazionale"
che unisce tutti gli italiani, passando dalla Carboneria all'Unione
d'Italia, dalla Grande Guerra al Ventennio Fascista, dalla costituzione
della Repubblica agli Anni di Piombo fino ai giorni nostri.
Se vogliamo conoscere e comprendere la nostra realtà attuale,
dobbiamo conoscere e comprendere come e perchè ci siamo arrivati.
La storia è un passato che, sé conosciuto , può
aiutare a risolvere e migliorare tanti aspetti del presente.
Il mio motto è.....Conoscere il passato per capire il presente
e migliorare il futuro...
"Educazione Civica":
Attualmente la materia di Educazione Civica è presente ma a mio modo di
vedere è sottovalutata.
Approfondire, sin dalle elementari, per tutta la
durata della scuola dell'obbligo,la materia dei Diritti e Doveri di ogni cittadino,
naturalmente per gradi, in rapporto all'età degli studenti, per insegnare
allo studente a diventare
un cittadino responsabile, consapevole del suo ruolo nella società,
per tutto l'arco della scuola dell'obbligo, formerebbe sicuramente dei cittadini
più responsabili e consapevoli.
"Teoria
e Filosofia delle Religioni":
Approccio apolitico e laico per permettere agli studenti di conoscere
più a fondo le diverse culture e religioni cha già da
tempo sono parte integrante della nostra società, ribadendo però
con fermezza la laicità dello Stato.
Questa materia favorirebbe
l'integrazione tra i popoli e le culture che stanno migrando verso il nostro
territorio.
"Applicazioni
Tecniche":
Con l'avvento del progresso l'umanità stà perdendo il
rapporto con la natura.
Il reinserimento della materia "Applicazioni Tecniche" è
il sistema più pratico per restituire alle persone la manualità
che stiamo perdendo.
Il costante progresso ci stà facendo allontanare dalle forme
antiche di vita, quindi preparare ed educare a vivere senza l'ausilio
degli oggetti del progresso può essere una prevenzione fondamentale
difronte a eventi catastrofici che potrebbero avvenire in futuro a causa
della stupidità di certa umanità.
Per questo è necessario, in collaborazione con la Protezione Civile, far
praticare periodicamente nel tempo, a tutti gli studenti, fino al compimento
del Servizio Sociale Obbligatorio un corso di "Sopravvivenza"
per insegnare ai nostri futuri cittadini la possibilità di vivere,
in casi estremi, senza modernismi, con solo quello che la natura mette
a disposizione.
Siamo troppo condizionati dalle cose prodotte dal progresso e non siamo
più in grado di vivere in simbiosi con la natura, come procurarsi
il cibo, accendere un fuoco, senza fiammiferi od accendini, vivere nel
territorio sapendo riconoscere tutto quello che quel territorio può
dare, dai minerali presenti nel sottosuolo, alla fauna e alla flora locale.
Praticamente dobbiamo reimparare a vivere la natura.